Agricoltura, la burocrazia continua a “picconare” la crescita del settore primario

Mentre l’agricoltura si conferma pilastro portante del Pil nazionale, segnando un incoraggiante +1.8% nel secondo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2015 (dati: Istat), la burocrazia continua a “picconare” la crescita del settore primario. Il bersaglio questa volta è il gasolio agricolo a prezzo agevolato, ossia il carburante additivato con il caratteristico colorante verde e destinato ai soli mezzi per la lavorazione della terra, venduto a circa la metà rispetto al costo del gasolio alla pompa, che è diventato negli ultimi tempi un vero “bene di lusso” per gli agricoltori piemontesi.

La paradossale situazione è denunciata da Confagricoltura Asti per voce di Bruno Gallia, coordinatore ufficio UMA, e Luisella Torchio, vicedirettore e responsabile CAA dell’organizzazione agricola: “Ogni giorno riceviamo nuove richieste di gasolio agricolo a prezzo agevolato da parte dei nostri associati ma siamo costretti a rifiutarle e lasciare “a secco” chi cerca di lavorare. L’eccessiva imposizione fiscale sommata alle rigide tabelle ettaro coltura, che prevedono per diverse lavorazioni un consumo troppo basso di gasolio, e la riduzione del 23% dell’assegnazione del carburante sono un salasso insostenibile per contoterzisti ed agricoltori. Chiediamo alla Regione Piemonte di rappresentare al Governo le assurde condizioni in cui sono costretti a lavorare gli imprenditori agricoli e d’intervenire, senza ulteriori indugi, al riconoscimento dei supplementi di assegnazione del gasolio anche per l’Astigiano, così come previsto dalla nuova normativa nazionale. Se la situazione non migliorerà saremo costretti a dichiarare il fermo dei mezzi nei campi”.

Confagricoltura è determinata a porta avanti la battaglia fino in fondo: “Chiediamo solo quello che ci spetta – precisa l’imprenditore agricolo astigiano e vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Ezio Veggia – è decisamente ambiguo l’atteggiamento delle Istituzioni che da una parte chiedono ai nostri agricoltori di tenere in ordine i terreni ma dall’altra si “dimenticano” di fornire gli strumenti necessari per azionare i mezzi, primo fra tutti proprio il gasolio agricolo. Stiamo già sopportando un calo di prezzi veramente consistente in un periodo di crisi che ha coinvolto diversi settori, non trovo giusto che osteggino ulteriormente in questo modo la nostra categoria. Confagricoltura non permetterà che la burocrazia rappresenti ancora a lungo un freno a mano tirato per la produzione e il necessario processo di meccanizzazione in ambito agricolo. Il peso di provvedimenti sbagliati ricade come una scure su tutta la filiera agroalimentare, facendo levitare i costi anche per il consumatore finale, e rischia di rappresentare il colpo di grazia per alcuni settori – come quello cerealicolo – già in grandi difficoltà per le storture di un mercato speculatorio”.

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