Allarme Zanzare: arriva ZanzaMapp, un’App gratuita nata in Italia che permette di localizzare

Ricordiamoci che anche in settembre ed ottobre le zanzare sono molto attive, specie se le temperature continuano a rimanere calde ma quest’anno avremo un’arma del tutto inedita per difenderci. L’università Sapienza di Roma creato ZanzaMapp, un’App gratuita nata in Italia che permette di localizzare le zanzare, ottenendo la mappa delle zone in cui si concentrano.

Il progetto ZanzaMapp nasce dall’esigenza di fornire uno strumento di facile accesso e versatile utile ad approfondire le conoscenze sulla distribuzione spaziale di specie di zanzare che, oltre a rappresentare un fastidio talvolta insopportabile, possono trasmettere malattie pericolose per l’uomo. Tali malattie sono causate da virus esotici (quali il Dengue, il Chikungunya e lo Zika) che possono essere importati in Italia nel sangue di viaggiatori provenienti da aree endemiche. Questi, se punti da alcune specie di zanzare presenti sul nostro territorio (prima fra tutte la Zanzara Tigre), possono trasmettere i virus alle zanzare stesse che, dopo alcuni giorni, sono a loro volta in grado di trasmetterli ad un’altra persona tramite una nuova puntura.

Che il rischio di trasmissione di questi virus in Europa sia concreto da anni è dimostrato dall’epidemia del virus Chikungunya avvenuta in Emilia Romagna nel 2007 e da diversi recenti casi di trasmissione autoctona di Dengue in Francia e Croazia. Ma la recente dilagante epidemia del virus Zika in Sud America crea un ulteriore allarme vista la maggiore probabilità rispetto al passato dell’ arrivo in Italia di una persona infetta, tanto da portare il Dott. Zsuzsanna Jakab, Direttore del Dipartimento Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a lanciare un allarme il 2 marzo 2016 sui rischi di diffusione di Zika in Europa nei prossimi mesi estivi, sollecitando i paesi infestati dalla zanzara tigre a coordinarsi e prendere iniziative per ridurre i rischi per le popolazioni. Per questo motivo, ed a causa della mancanza di coordinamento tra i vari enti preposti in Italia, è oggi ancora più importante creare uno strumento di ampia e facile adozione che permetta di tenere sotto controllo la situazione e coordinare gli sforzi nella lotta alle zanzare.

Ad ideare l’App è stato il ricercatore Cesare Bianchi, futuro papà in cerca di un luogo al sicuro da zanzare possibili veicoli di virus pericolosi per le donne in gravidanza, come Zika. “Mi sono reso conto – ha detto – di come ci siano scarse informazioni pratiche su come gestire la presenza delle zanzare. Ho perciò deciso di mettere a frutto la mia esperienza, al servizio di un progetto come ZanzaMapp, utile per la comunita’, e totalmente no-profit”.

La rete di rilevazione, spiega l’Ateneo romano, “potrà anche essere arricchita con i dati in possesso degli enti territoriali che decidano di contribuire, per i quali ancora non esiste di fatto una banca dati condivisa né un coordinamento nazionale in materia”. ‘ZanzaMapp’ potrà così associare alle rilevazioni entomologiche il dato sulla percezione del fastidio determinato dalle zanzare, mettendo a disposizione in tempo reale una heatmap delle zone più infestate, che possa rappresentare uno strumento utile a ciascuno di noi, ma anche per l’ottimizzazione degli interventi di controllo delle densità di zanzare da parte delle amministrazioni.

Tra le finalità del progetto un ruolo chiave è proprio quello di coinvolgere i cittadini nel monitoraggio attivo, realizzando la cosiddetta ‘citizen science’. L’App consente infatti a tutti di fare segnalazioni e di approfondire facilmente gli aspetti scientifici relativi al problema zanzare; i più volenterosi poi potranno aderire ad un monitoraggio attivo, collocando piccole trappole di facile uso, costruite secondo criteri scientificamente validi, e di rilevare i dati raccolti attraverso l’applicazione. “Amministrazioni ed enti locali potranno consultarsi con esperti e richiedere l’attivazione di alert via mail, nel caso in cui le segnalazioni nella loro zona superino la soglia di attenzione” rimarca La Sapienza.

A spiegare i rischi reali per la salute dell’uomo, sono Alessandra della Torre, parassitologa coordinatrice del gruppo di Medical Entomology della Sapienza e da sempre in prima linea sullo studio di zanzare vettrici di malaria e di altre patologie, e Beniamino Caputo, suo principale collaboratore nell’ambito di ricerche su Aedes albopictus. “I virus esotici, come il Dengue, il Chikungunya e da ultimo lo Zika, possono essere importati in Italia nel sangue di viaggiatori provenienti da aree tropicali endemiche” spiegano.

“Se i soggetti colpiti -spiegano ancora i ricercatori- sono punti da alcune specie di zanzare presenti sul nostro territorio, prima fra tutte la Zanzara Tigre, possono trasmettere i virus alle zanzare stesse, che dopo pochi giorni possono essere a loro volta in grado di trasmetterli a un’altra persona tramite una nuova puntura: che il rischio di trasmissione di questi virus in Europa sia concreto da anni è dimostrato dall’epidemia del virus Chikungunya avvenuta in Emilia Romagna nel 2007 e da diversi recenti casi di trasmissione autoctona di Dengue in Francia e Croazia”.

L’interfaccia di ‘ZanzaMapp’ a disposizione degli utenti è facile e intuitiva, e consente di segnalare facilmente il numero di zanzare rilevate, il punto geografico della rilevazione, l’orario della rilevazione ed eventualmente di inviare una fotografia per l’identificazione certa della specie. “I dati raccolti sono pubblici e possono essere scaricati (debitamente anonimizzati) da chi ne fa richiesta in vari formati aperti così da poter essere utilizzati da tutti i pubblici di riferimento – spiega Cesare Bianchi, ricercatore e co-fondatore della startup universitaria GH srl- sia a scopo di monitoraggio e coordinazione delle azioni di disinfestazione sia a scopo di analisi a fini entomologici e non solo”.

‘ZanzaMapp’ è una app multipiattaforma Android, iOS, Windows Phone (ma anche normale browser su computer, tramite il sito http://web.zanzamapp.it) che consente di raccogliere le segnalazioni degli utenti, da incrociare poi con i dati ‘tradizionalmente’ rilevati dagli studiosi del settore grazie a trappole entomologiche.

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