Alzheimer: In Italia aumentono i casi di demenza, 600mila i malati

Oggi si celebra la XXII Giornata Mondiale dell’ Alzheimer. In Italia aumentono i casi di demenza, la malattia che colpisce circa 600mila persone,  cinque over 60 su dieci, e rappresenta un costo di 11 miliardi di euro per l’assistenza, di cui il 73% a carico delle famiglie. Dovuta a un accumulo anormalo di alcune proteine nel cervello, questa malattia neurodegenerativa causa una progressiva perdita di memoria. Ma in molti casi questo non è, specificano gli esperti, l’unico campanello d’allarme. Attenzione infatti ad altri sintomi come perdita di inibizione, difficoltà nella lettura, nella scrittura e nel parlare.

Gli italiani con Alzheimer, secondo dati Censis 2016, sono in crescita rispetto alle 520mila del 2006 e a crescere è anche l’età media, pari oggi a 78,8 anni rispetto ai 77,8 anni del 2006. Ma esistono forme precoci che riguardano circa il 5% del totale dei casi. “Oggi l’obiettivo di una cura efficace per i malati di Alzheimer sembra essere più vicino, ma è importante che, oltre al frenetico lavoro degli scienziati, anche i sistemi sanitari e la società in generale riflettano su quale sia un possibile modello di gestione della patologia e delle sue ricadute socio-sanitarie”, ha detto Eric Baclet, Presidente e Ad di Lilly Italia. “Siamo certi che, di fronte ai dati epidemiologici e all’impatto socio-economico di questa patologia, solo attuando uno sforzo sinergico tra tutti gli attori potremo trovare una strategia di azioni sostenibili, volte a migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro caregiver: dalla prevenzione alla diagnosi certa, dai trattamenti farmacologi al percorso assistenziale adeguato ai bisogni», ha concluso Baclet.

Anche se oggi c’è maggiore consapevolezza che in passato, il tempo medio con cui si arriva a una diagnosi è ancora di quasi 2 anni, mentre spesso il trattamento precoce è la chiave per ritardare la progressione della malattia. Tra gli errori da evitare, quello di concentrarsi troppo su quello che ne è il sintomo più frequente, ovvero la perdita di memoria. Secondo un recente studio condotto dalla Northwestern University e dall’Alzheimer’s Disease Center, infatti, a seconda della parte del cervello attaccata, in alcuni casi la malattia potrebbe manifestarsi con altri sintomi che dovrebbero suonare come campanelli d’allarme.

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