Cina: I Paesi del G20 devono guidare il mondo verso un’economia sostenibile

I leader delle 20 maggiori economie del mondo riuniti in Cina nei prossimi giorni, nel vertice del G20 che si aprirà il prossimo 4 settembre nella città di Hangzhou, devono aiutare a rafforzare un cambiamento verso investimenti eco-compatibili che aiutino le persone e il Pianeta.

Il G20 deve fare la sua parte nel garantire che la finanza globale valorizzi il mondo naturale e incoraggi lo sviluppo sostenibile, a partire dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), dall’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico o anche dall’incremento degli investimenti ecocompatibili nel settore energetico. Tali investimenti dovrebbero anche scoraggiare le attività che danneggiano l’ambiente. Oltre a incoraggiare i finanziamenti privati a favore di investimenti sostenibili, i leader dovrebbero anche adottare misure per far sì che la finanza e l’economia debbano tenere conto dei rischi ambientali e sociali connessi con il cambiamento climatico, con la perdita di biodiversità e con il degrado delle risorse naturali.

Il G20 deve anche affrontare con decisione la questione dei sussidi ai combustibili fossili, che vanno eliminati davvero entro il 2020. Non si può continuare a girare intorno alla questione: i paesi del G20 sono i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra di tutto il mondo e, solo nel 2014, sono stati spesi globalmente circa 500 miliardi di dollari in sussidi rivolti ai consumatori a sostegno dell’uso di combustibili fossili al posto di investimenti in energie rinnovabili, accesso all’energia alle fasce più povere o altre misure sociali. Esistono anche notevoli sovvenzioni ai produttori che andrebbero eliminate. In positivo, bisogna garantire l’accesso alle nuove energie rinnovabili per tutti: queste fonti energetiche sono particolarmente adatte a eliminare la povertà energetica in modo flessibile e carbon-free.

Per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico, i paesi del G20 devono soddisfare gli impegni assunti nel nuovo accordo globale sul clima. Questo include la riduzione delle emissioni in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C (e comunque ben al di sotto dei 2°C) sancito dall’accordo di Parigi, in modo coerente con le indicazioni della comunità scientifica e il principio di equità: vanno quindi aumentati gli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra già assunti.

I segnali incoraggianti ci sono: come registrato dal rapporto del WWF 15 Signals: Evidence the Energy Transition is Underway  la transizione energetica verso le rinnovabili è in corso ed è inarrestabile: la preoccupazione di un’associazione ambientalista come il WWF è quella che sia abbastanza rapida da permettere di limitare il cambiamento climatico. La ricetta per incoraggiare lo spostamento di risorse finanziare pubbliche e private dai combustibili fossili verso le energie rinnovabili esiste e parte dal taglio dei sussidi che “sostengono” i combustibili fossili, per rendere così possibile la decarbonizzazione e garantire un futuro prospero alle generazioni attuali e future: i Capi di Stato e di Governo del G20 devono “solo” agire da leader.

In tal senso è cruciale l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile per eliminare la povertà, creare cibo, sicurezza energetica e idrica, stabilire la produzione e il consumo sostenibili, proteggere la biodiversità e costruire città ‘verdi’. Occorre integrare pienamente la dimensione sociale, economica e ambientale dello sviluppo sostenibile. Il gruppo delle principali economie deve sviluppare un piano d’azione comune per l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile globale a livello di G20, implementando anche piani nazionali di sostenibilità.

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