Clima: accorco di Parigi, associazioni ambientaliste, il Governo ratifichi entro 10 giorni

Presentate oggi alla Camera dei Deputati le prime 20.000 firme raccolte dalla petizione lanciata da Alfonso Pecoraro Scanio su Change.org: “#Salvailclima: subito ratifica dell’accordo di Parigi”. All’incontro sono intervenuti: Alfonso Pecoraro Scanio, Promotore della petizione e Presidente della Fondazione UniVerde; Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia; Maria Maranò, Segreteria nazionale Legambiente Onlus e Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.

“È assurdo che ancora non ci sia ancora il Ddl di ratifica- ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio durante il suo intervento – , nonostante Matteo Renzi abbia fatto un tweet il 22 aprile. Non si governa con i cinguettii, però, servono atti concreti. Se non riusciamo a presentare un disegno di legge di ratifica, che è un atto semplice e dovuto, dell’Accordo di Parigi, figuriamoci quanto impiegheremo per presentare ed approvare un piano di decarbonizzazione che è l’applicazione del trattato. Dovremmo probabilmente aspettare il 2100 quando la specie umana si estinguerà”.

Presenti anche i rappresentanti dell associazioni ambientaliste: Legambiente Onlus, WWF e Greenpeace Italia che come “Coalizione Italiana Clima” hanno sottolineato la necessità di ratificare l’accordo di Parigi entro dieci giorni e di pensare subito a una nuova Strategia Energetica Nazionale. “Il rischio è che l’Europa arrivi ultima a ratificare l’Accordo di Parigi, dopo aver già fatto una pessima figura, – spiega Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia – mettendo così a rischio la sua credibilità per cui bisogna affrettarsi. In Italia chiediamo al Governo di approvare il trattato a inizio ottobre, prima dell’avvio della sessione di bilancio. Se l’Europa dovesse ratificare, firma prevista il 4 ottobre, addirittura dopo il Canada, si darà un segnale al mondo sul disimpegno per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi. A Marrakech bisogna andare a discutere su azioni concrete”.

“È necessario che l’Italia si impegni al più presto non solo a presentare il disegno di legge di ratifica – afferma Maria Maranò, Segreteria nazionale Legambiente Onlus – ma che inizi a dotarsi di una nuova Strategia Energetica Nazionale e di piani di decarbonizzazione per raggiungere gli obbiettivi. Alla prossima Conferenza bisognerà lavorare per rendere l’accordo pienamente operativo”. Per Alessandro Giannì di Greenpeace Italia: “Il nostro Paese è quello che continua ad aumentare la produzione di energia da fonti fossili invece che da quelle rinnovabili”.

Presenti anche l’On. Serena Pellegrino, Vice Presidente Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, secondo la quale: “Il Governo non vuole presentare questo Ddl per ratificare l’Accordo di Parigi come dimostrano i tagli alle rinnovabili. La sua posizione è perfettamente in linea con la sua visione anacronisticamente favorevole alle fonti fossili. Questa impasse ci mette a livello mondiale in un imbarazzante ritardo”.

Per l’On. Arturo Scotto, Capogruppo SI – SEL alla Camera dei Deputati: “Una ratifica importante come questa, se c’è la volontà politica da parte del Governo, può essere messa in calendario in qualsiasi momento. L’appello è che al prossimo Consiglio dei Ministri venga finalmente licenziato il testo di ratifica ed entro i primi 15 giorni di ottobre la ratifica venga fatta”. “In questo contesto storico non c’è un dibattito sulla questione ambientale e climatica ed è nostro dovere rompere il silenzio” chiude così l’On. Mirko Busto della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

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