DNA: scoperto il super gene che protegge dai raggi X

Si chiama tardigrado ed è un microscopico invertebrato in grado di resistere ai raggi X, alla disidratazione e di rianimarsi dopo 30 anni di ibernazione nei ghiacci. Un vero super genoma quello dell’animaletto dall’aspetto buffo e dalle movenze lente. La scoperta è dei biologi dell’Università di Tokio che ne stanno studiando le possibili applicazioni.

È anche noto come orso d’acqua l’animale marino oggetto di studi dei ricercatori giapponesi. Sembra essere dotato di superpoteri, in realtà la sua resistenza a condizioni estreme è frutto dell’evoluzione che ha fatto sì che il tardigrado sviluppasse un gene in grado di proteggere il suo DNA.

Alcune specie tardigrade tollerano la quasi totale disidratazione e mostrano una straordinaria tolleranza ai vari estremi fisici nello stato di disidratazione. In una particolare specie dell’animale, la Ramazzottius varieornatus, lo stress a condizioni di vita estreme è maggiormente tollerato. Utilizzando cellule in colture umane in provetta gli scienziati hanno verificato che una proteina associata al DNA sopprime i danni derivanti dai raggi X fino al 40 per cento.

Le proteine dei tardigradi possono essere, dunque, utilizzare sia nel DNA umano che in quello delle piante. Nei primi consente una migliore risposta del corpo a sedute di radioterapia nei pazienti che ne necessitano, le secondo potrebbero essere utilizzate per la coltivazione nello spazio o su pianeti come Marte per le future installazioni umane che sembra saranno il futuro della corsa spaziale.

I tardigradi sono piccoli animali acquatici con quattro paia di zampe. Esistono più di 1000 specie in vari habitat marini di acqua dolce o ambienti Limno-terrestri. Tutti i tardigradi richiedono vivono in acqua, ma grazie alle loro grandi capacità di resistenza possono vivere e riprodursi in ambienti con scarsa quantità di acqua. Quando si trovano in ambienti aridi perdono l’acqua corporea ed entrano in uno stato chiamato anidrobiosi disidratato contratta, che è uno stato ametabolico reversibile.

I tardigradi disidratati resistono ad una vasta gamma di condizioni fisiche estreme che normalmente non consentirebbero la sopravvivenza di molti organismi. Resistono a temperature estreme che vanno dai -273°C (zero assoluto) a quasi 100°C e pressioni fino a 7,5 GPa, immersione in solvente organico, esposizione ad alte dosi di radiazione e anche all’esposizione diretta nello spazio. I meccanismi molecolari che consentono tale eccezionale tolleranza sono in gran parte sconosciuti.

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