Giornata mondiale del cuore: con 17,3 milioni di vittime ogni anno è la principale causa di morte al mondo

Si svolge il domani 29 settembre la Giornata mondiale del cuore. Un appuntamento annuale organizzato dalla World Heart Federation allo scopo di aumentare la consapevolezza dell’importanza della prevenzione per le malattie cardiovascolari. Ogni anno la giornata è incentrata su un aspetto specifico del problema e il focus per l’edizione 2016 è “Power your life”. Con 17,3 milioni di vittime ogni anno, che diventeranno 23 milioni entro il 2030, la malattie cardiocircolatorie sono ancora la principale causa di morte al mondo.

In Italia, “le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi” si legge sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). In particolare, “la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutte le morti”. Chi sopravvive a un attacco cardiaco, inoltre, diventa un malato cronico che necessita di farmaci a vita. “La prevalenza di italiani affetti da invalidità cardiovascolare – precisa l’Iss – è pari al 4,4 per mille”.

Obiettivo del World Heart Day, sfatare alcuni miti, come quello che il problema riguardi meno le donne: le malattie cardiocircolatorie infatti rappresentano un terzo di tutte le cause di morte tra le persone di sesso femminile. Ma soprattutto puntare l’attenzione sulle corrette abitudini da seguire per ridurre il rischio: dieta corretta, poco sale nei cibi, attività fisica regolare, niente tabacco, controllo della pressione e del colesterolo. Ma è importante anche non sottovalutare alcuni campanelli d’allarme. Non sempre l’infarto è facilmente riconoscibile. A volte si presenta come dolore acuto e improvviso, altre invece come un leggero dolore al petto o come un senso di compressione. Altri sintomi sono dolore su una o entrambe le braccia, ma anche alla schiena, alla mandibola o allo stomaco, mancanza di respiro, nausea o vertigini.

“Il nostro impegno è aiutare i pazienti ad avere un’aspettativa e una qualità di vita normale – afferma il Presidente di AISC, Oberdan Vitali – Il primo passo è conoscere lo scompenso cardiaco, una patologia cardiovascolare tra le meno considerate nonostante la sua diffusione e crescita soprattutto tra gli anziani. Il messaggio di questa iniziativa è semplice, ma se vogliamo dirompente: impara a riconoscere i sintomi dello scompenso cardiaco e, se ti viene un dubbio, non perdere tempo, vai subito dal medico. Una diagnosi tempestiva può fare la differenza nella gestione della patologia affinché la quotidianità non sia irrimediabilmente compromessa.

Lo scompenso cardiaco: i sintomi

I sintomi dello scompenso cardiaco sono semplici da riconoscere ma bisogna “averli in mente”, soprattutto non vanno sottovalutati e scambiati per normali e inevitabili conseguenze dell’avanzare degli anni. Tosse persistente, avere mani e piedi freddi o caviglie gonfie, depressione sono alcuni dei sintomi meno conosciuti. Attenzione anche alle abitudini quotidiane: sentirsi affaticati dopo una o due rampe di scale, considerare faticoso conversare con parenti ed amici o prepararsi al mattino possono essere dei campanelli d’allarme che non devono passare inosservati. In questi casi potrebbe essere necessario rivolgersi al proprio medico.

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