Il super fiuto dei cani: scovano i tumori alla prostata nel 98% dei casi

I cani possono diagnosticare il tumore alla prostata, annusando le urine di un paziente. È quanto emerge da due studi scientifici: il primo avviato nel 2012 dal dottor Gianluigi Taverna, attualmente in corso con la collaborazione del Centro Militare Veterinario di Grosseto (CeMiVet), e patrocinato dallo Stato Maggiore della Difesa. Il secondo ideato dallo Ieo di Milano in collaorazione con l’università di Milano.

I cani addestrati sono stati protagonisti di una dimostrazione al Forum della Leopolda sulla sostenibilità in sanit, che si è svolto a Firenze il 23 e il 24 settembre. La ricerca toscana ha accertato che il tumore della prostata produce delle sostanze volatili specifiche, che il cane è in grado di riconoscere con estrema attendibilità.

Zoe, Liu e ora Jack tre pastori tedeschi altamente addestrati presso il centro militare veterinario dell’esercito con sede a Grosseto – spiega Taverna, responsabile dell’unità di Urologia presso la Humanitas Mater Domini di Castellanza – di età compresa tra 1 e 6 anni, dopo un rigoroso addestramento sono stati in grado di riconoscere l’urina dei pazienti affetti da tumore prostatico con un’accuratezza del 98%. Teniamo conto che l’accuratezza dell’antigene prostatico specifico associato al primo campionamento bioptico della prostata non supera il 35% di accuratezza, ha aggiunto.

“Il tumore prostatico ha un odore particolare e ora il prossimo passo sarà quello di capire quali sono le molecole e cosa annusa il cane”, sottolinea Traversa. Lo studio ha avuto sviluppi in tutto il mondo: “Stiamo collaborando con Stati Uniti, Giappone, Olanda e Inghilterra per allargare questa esperienza: vogliamo capire che cosa annusi il cane, in modo da riprodurre uno strumento in grado di affiancarlo per capire quale tipo di metabolismo neoplastico cellulare che determina l’odore particolare”.

”Negli ospedali è presumibile che non vedremo i cani come ci capita negli aeroporti  – ha aggiunto Pierpaolo Graziotti, Presidente AURO e Responsabile dell’Unità Operativa di Urologia dell’Istituto Humanitas- ma resta “la magia” che animali opportunamente addestrati siano più affidabili di qualsiasi attuale test diagnostico nell’identificare un paziente con neoplasia prostatica.

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