Lorenzin alla Cgil: nuovi ticket solo per le nuove prestazioni

Nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non si introducono nuovi ticket né si aumenta l’importo di quelli esistenti“. Sono le parole del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, all’ANSA. Nei giorni scorsi la CGIL aveva lanciato l’allarme, basandosi sui rapporti tecnici del ministero della Salute al decreto sui LEA, dell’arrivo di 24 nuovi ticket per prestazioni gratuite che avrebbero fatto recuperare alle casse statali 60 milioni di euro.

È direttamente il ministro della Salute a smentire quanto affermato dalla CGIL. Dove si trova la verità lo si potrà scoprire solo con il tempo quando i cittadini vedranno o meno addebitarsi costi tra le 24 che la Confederazione Generale Italiana del Lavoro dice non saranno più gratuite. Staremo anche in attesa di un’eventuale replica.

Intanto la ministra Lorenzin continua dicendo: “il Governo ha già finanziato nella legge di stabilità 2016, in modo permanente, con 800 milioni l’anno, nuove cure e nuovi strumenti per la diagnosi precoce, nuove prestazioni del nomenclatore specialistico ambulatoriale e le nuove protesi“. La ministra continua dicendo anche di non comprendere il senso dell’allarme lanciato dall’associazione dei lavoratori.

In attesa della replica della CGIL sulla vicenda, riportiamo ancora le parole della Lorenzin. “Parliamo di Lea in cui sono state inserite nuove prestazioni sanitarie per oltre 800 milioni di euro, che oggi vengono pagate interamente dai cittadini. Quindi l’aumento dei Lea comporta una compartecipazione come avviene per le altre prestazioni“, alla luce di questa ultima affermazione sembra che l’allerta lanciata dall’associazione dei lavoratori non sembra così sbagliata. Se vengono introdotte nuove prestazioni che i cittadini devono contribuire a pagare sembra evidente che ci saranno nuovi ticket.

A quanto pare le 24 nuove prestazioni ambulatoriali avranno un impatto pari a 18 milioni di euro e non a 60 milioni come paventato dalla CGIL. Ma anche gli 800 milioni stanziati non sembrano possano bastare, le stime iniziali erano di 3 miliardi l’anno. I dubbi sulla cifra stanziata sono arrivati anche dalle Regioni che hanno chiesto una verifica entro la fine dell’anno

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