La Luna scatena i terremoti più intensi

La Luna, precisamente le fasi lunari, possono incidere sullo scatenarsi dei terremoti che registrano una magnitudo superiore a 5.5. Si tratta di una tesi sostenuta da un team di ricercatori dell’Università di Tokyo e pubblicata, di recenete, sulla rivista Nature Geoscience.

Cosa sono le “fasi lunari“?

Le fasi lunari, ovvero il diverso aspetto con il quale ci appare la Luna, dipendono dal moto di rivoluzione e dalla posizione che il nostro satellite assume rispetto al Sole e alla Terra. Esse si ripetono in un intervallo di tempo detto “mese sinodico“, che corrisponde a circa 29 giorni e che si divide in quattro posizioni fondamentali e altrettante fasi intermedie: la Luna nuova (o congiunzione o fase di novilunio), Luna crescente, Primo quarto, Gibbosa crescente, Luna piena (oppure opposizione o fase di plenilunio), Gibbosa calante, Ultimo quarto e Luna calante.

I terremoti possono dipendere dalle fasi lunari

Questo studio conferma quanto è già stato dimostrato negli ultimi decenni da ricerche italiane e internazionali; e cioè che esiste un effetto astronomico che condiziona la tettonica delle placche e i terremoti“, ha dichiarato Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Tuttavia, l’esperto precisa che “i meccanismi di questo fenomeno sono ancora da chiarire. Tutto è causato da un’alterazione della gravità terrestre dovuta alla presenza della Luna. L’effetto delle maree, che provoca la variazione del livello del mare che tutti conosciamo, si manifesta anche sulla terra solida. Infatti, il suolo si innalza e si abbassa di 30-40 centimetri due volte al giorno, anche se noi non ce ne accorgiamo, perché la lunghezza d’onda di questa oscillazione è di 5.000-6.000 chilometri“.

Pertanto, se questo fenomeno dovesse verificarsi in un’area geografica critica, “in cui si è accumulata tanta energia e in cui il gradiente di pressione si avvicina al punto di rottura, l’effetto astronomico potrebbe rappresentare la goccia in grado di far traboccare il vaso, scatenando il terremoto“. Dunque, le scosse telluriche, che si avvertono sulla crosta terrestre e che sono provocate dallo spostamento improvviso di due zolle che finiscono per scontrarsi, dipenderebbero dalle fasi lunari.

La ricerca svolta dall’Università di Tokyo

Il gruppo di ricercatori dell’Università di Tokyo, coordinati da Satoshi Ide, ha analizzato i 12 terremoti più intensi che si siano mai verificati nel corso degli ultimi decenni. Nello specifico, gli scienziati hanno preso in considerazione tutti quei sismi con una magnitudo superiore a 8.2 e dei quali conoscevano, con precisione, giorno e ora del fenomeno. Dallo studio sarebbe emerso che ben 9 terremoti su 12 si sarebbero scatenati in concomitanza della Luna piena o della Luna nuova, quando la forza di marea, esercitata dal satellite naturale della Terra, risulta avere maggiore influenza sulla terraferma.

Al fine di ottenere un risultato quanto più attendibile, gli esperti hanno elaborato una sorta di “scala di stress” capace di descrivere, attraverso un numero compreso tra 1 e 15, la posizione di Terra-Luna-Sole fino all’allineamento. In prossimità dei sismi più violenti, il valore espresso sulla scala avrebbe segnato un numero vicino al 15. Tuttavia, la ricerca non mostrerebbe alcun legame tra le fasi lunari intermedie (quarti di Luna) e i terremoti, compresi quelli con magnitudo inferiore.

Qualche parere discordante

Eppure, non tutti gli scienziati sembrano essere del medesimo parere. Emily Brodsky, ricercatrice presso l’University of California, ritiene che tali risultati vadano presi con prudenza. Inoltre, la studiosa sottolinea che i 12 campioni di sismi analizzati siano da considerarsi troppo pochi per giungere a delle conclusioni definitive.

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