Neurofibromatosi in un quadro di Mantegna quando la malattia era sconosciuta

Secondo una ricerca condotta dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino e pubblicata sulla rivista inglese The Lancet Neurology, Andrea Mantegna potrebbe aver dipinto i sintomi della neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) nella celebre rappresentazione la “Camera degli sposi“, ammirabile presso il Palazzo Ducale di Mantova. L’affresco, oggetto di studio, è stato realizzato circa 80 anni prima che gli scienziati scoprissero l’esistenza di questa particolarissima sindrome.

L’arte e la scienza medica

L’arte riveste un ruolo fondamentale nell’ambito della scienza medica. Le rappresentazioni artistiche permettono agli studenti di medicina di sviluppare in ambiente ‘protetto’ le proprie capacità di osservazione, descrizione e interpretazione, capacità che saranno loro necessarie nello svolgimento della professione” ha sottolineato Raffaella Bianucci, coordinatrice dello studio, nonché antropologa e paleopatologa della sezione di Medicina Legale di Torino.

La neurofibromatosi di tipo 1 (NF1)

La NF1 è conosciuta anche come malattia di von Recklinghausen, nome preso in prestito da Friedrich Daniel von Recklinghausen, il patologo tedesco che la descrisse nel 1882. La neurofibromatosi di tipo 1 è una malattia ereditaria, causata da una serie di turbe dell’istogenesi, responsabile della formazione dei tessuti, tra cui l’epiteliale, il connettivo, il muscolare e il nervoso. La NF1 danneggia, soprattutto, le cellule nervose e muco-cutanee; pertanto, la sindrome si caratterizza dalla presenza di tumori benigni fibrosi (fibromi) della pelle con diversa consistenza (nodulari, rossastri e multipli) e da macchie caffellatte, pronte a manifestarsi fin dalla prima infanzia.

In genere, i soggetti affetti da questa patologia recano sei o più macchie dermatologiche di colore marrone chiaro, almeno due neurofibromi, almeno due escrescenze sull’iride dell’occhio e una crescita anormale della colonna vertebrale (scoliosi).

Una possibile connessione tra la “Camera degli sposi” e la sindrome NF1

La “Camera degli sposi” è un affresco commissionato da Ludovico Gonzaga e realizzato, tra il 1465 e il 1474, da Andrea Mantegna. Attualmente, l’opera è conservata al Palazzo Ducale di Mantova, città dove il noto pittore e incisore rinascimentale morì nel 1506.

Ad attirare l’attenzione del gruppo di ricercatori italiani sarebbe stata la “nana di corte” raffigurata nel settore inferiore-centrale dell’affresco, che sembra guardare negli occhi lo spettatore. Secondo il team di esperti del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino, Mantegna avrebbe rappresentato una donna affetta da neurofibromatosi di tipo 1, una malattia che Ulisse Aldrovandi, medico e naturalista bolognese, descrisse per la prima volta soltanto nel 1592, ovvero oltre 80 anni dopo la realizzazione dell’opera.

camera degli sposi

Raffaella Bianucci e i suoi collaboratori avrebbero individuato i presunti sintomi della NF1 nella singolare figura della donna collocata nella sezione inferiore della scena. In particolare, i ricercatori avrebbero notato la presenza di cinque neurofibromi sul viso, un neurofibroma sul dorso della mano destra, almeno cinque macchie caffellatte sulle gote e sul mento, diversi noduli di Lish nell’iride destra e sinistra e una statura piuttosto ridotta, ritenuta come sindrome di nanismo ipofisario.

Dunque, alla luce dei risultati, emerge che Andrea Mantegna non sia stato soltanto un grandissimo artista, ma anche un lodevole scienziato.

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