Sviluppo sostenibile: Il primo rapporto sull’Italia presentato da ASvis

ASviS presenta oggi il suo primo rapporto L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

Con oltre 4,5 milioni di poveri assoluti, un tasso di occupazione femminile inferiore al 50%, oltre 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano; con investimenti in ricerca e sviluppo di poco superiori all’1% del Pil, tassi di abbandono scolastico del 27,3% per i figli di genitori meno istruiti a fronte del 2,7% per i figli di genitori in possesso di laurea e un rapporto tra ricchi e poveri tra i piu’ squilibrati dell’area Ocse; con significative disuguaglianze di genere e un’inaccettabile violenza sulle donne (76 femminicidi dall’inizio dell’anno)”.

E’ quanto ha affermato il portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Enrico Giovannini, presentando oggi alla Camera dei Deputati il Rapporto dell’ASvisIl primo rapporto sull’Italia su “L’Italia e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile”, prima analisi della situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi e 169 Target dell’Agenda 2030. Un quadro che delinea uno scenario del nostro Paese tutt’altro che positivo “con tutte le specie ittiche a rischio, un degrado ambientale forte soprattutto in certe zone del Paese; con il 36% di persone che vive in zone ad alto richio sismico e un’alta mortalita’ a causa dell’inquinamento atmosferico nei centri urbani; con una transizione troppo lenta alle fonti rinnovabili rispetto agli accordi di Parigi l’Italia dimostra di essere ancora molto lontana dal percorso di sostenibilita’ delineato dall’Agenda 2030 e dagli impegni sottoscritti all’Onu un anno fa. Eppure sappiamo di non avere alternative per garantire un futuro al Paese”.

Conversando con i giornalisti, nel proporre l’introduzione del principio di sostenibilita’ nella Costituzione, l’ex presidente dell’Istat ha fatto presente che “una serie di problemi possono essere risolti nel breve termine perche’ ci sono piani e norme che, se attuati, possono risolvere molti problemi”. “Basterebbe mettere in pratica cio’ che il Paese ha gia’ deciso”. Nel rilevare come “con l’adozione dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e’ stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilita’ dell’attuale modello di sviluppo e si e’ superata l’idea che la sostenibilita’ riguardi solo l’ambiente”, l’economista ha chiarito che, al contrario, lo sviluppo sostenibile richiede l’adozione di una logica integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo: economica, sociale, ambientale e istituzionale. “Non c’e’ tempo da perdere. Per questo – ha sottolineato – e’ quanto mai urgente la definizione di una Strategia di Sviluppo Sostenibile che guidi le scelte di tutti gli operatori economici e sociali, adozione di immediati provvedimenti da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Con spirito di servizio verso l’intero Paese, l’ASvis, che riunisce quasi 130 organizzazioni della societa’ civile, offre alla politica italiana un insieme concreto di proposte per fare dello sviluppo sostenibile il paradigma di riferimento del nostro Paese”. “Per fare dello sviluppo sostenibile il punto di riferimento di tutti gli operatori economici e sociali – ha detto Giovannini ? tale principio va inserito nella Costituzione italiana, intervenendo sugli articoli 2,3 e 9, come proposto dagli esperti dell’ASviS.

Vista l’ampiezza dei temi dell’Agenda 2030, spetta al Presidente del Consiglio assumere un ruolo di guida nell’attuazione della Strategia alla cui preparazione sta lavorando il Governo, ed in particolare il Ministero dell’Ambiente. Per questo, proponiamo di trasformare il Cipe nel ‘Comitato lnterministeriale per lo Sviluppo Sostenibile’, di coinvolgere la Conferenza Unificata per valutare le responsabilite’ delle Regioni e dei Comuni rispetto alle materie dell’Agenda 2030 e di creare un Comitato consultivo sull’Agenda 2030 e le politiche per lo sviluppo sostenibile, cui partecipino esperti nelle varie materie rilevanti e rappresentanti delle parti sociali e della societa civile, come avviene in Francia e Germania.

lnfine, riteniamo che il Parlamento debba dedicare una sistematica attenzione all’Agenda 2030”. “Proponiamo che il Governo predisponga annualmente un ‘Rapporto sullo sviluppo sostenibile in ltalia’ che valuti il percorso del nostro Paese verso gli Obiettivi dell’Agenda Z030, avvii una campagna informativa estesa e persistente nel tempo sui temi dello sviluppo sostenibile e un programma nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile, finalizzato a formare le nuove generazioni. lnfine, poiche’ a un anno dalla firma dell’Agenda 2030 il Paese non dispone ancora di una base dati con gli indicatori esistenti per l’ltalia tra gli oltre 230 selezionati dalle Nazioni Unite, reiteriamo la richiesta all’Istat di realizzare quanto prima tale strumento e invitiamo il Governo ad assicurare che il Sistema statistico nazionale disponga delle risorse umane e strumentali per elaborare tutti gli indicatori definiti dalle Nazioni Unite, assicurarne la tempestivita e il dettaglio, cosi da massimizzarne l’utilita per tutte le componenti della societa”

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