Terremoto: scossa tra Norcia, Accumoli e Arquata. La terra trema anche in Calabria

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di magnitudo 3.8 della scala Richter alle ore 22,03 di giovedì 22 settembre 2016 nella zona di Accumoli, Norcia, Arquata del Tronto ad una profondità di 10,9 Km. Nessun danno per cose o persone, un solo crollo di un’ala di un edificio già danneggiato situato nella zona rossa di Amatrice.

L’Italia continua a tremare, in particolare nella zona dell’evento del 24 agosto tra Lazio e Umbria. Sono ben 11.000 le scosse registrate dall’INGV dall’evento principale ad oggi e 300 solo nella giornata di ieri 22 settembre. Alle ore 22,03 una scossa di magnitudo 3,8 è stata avvertita dalla popolazione tra Norcia, in provincia di Perugia, e Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno.

Poco dopo, alle 22,04, un’altra scossa a 11,1 km di profondità con stesso ipocentro e di magnitudo 3,3. Poi si sono susseguite una serie di scosse durante tutta la notte fino a questa mattina alle ore 06,54 con un’ultima scossa segnalata di magnitudo 2,6 nel distretto sismico di Rieti. Quelli dell’Italia centrale non sono gli unici movimenti tellurici registrati, la Terra è in continuo movimento. Scosse sono state avvertite a Messina, Palermo, Foggia, Caserta tutte di magnitudo 2,0 o di poco superiore con profondità tra i 9 e i 29 Km.

Alle 9,24 di questa mattina la terra ha tremato anche in Calabria. A Vibo Valentia gli strumenti dell’INGV hanno registrato una scossa di magnitudo 3,2 della scala Richter a 6 chilometri di profondità e a 5 chilometri dalla città calabrese. Gli studenti sono stati fatti uscire dalle scuole a scopo precauzionale, la paura degli eventi del 24 agosto hanno fatto il resto. Non si segnalano danni a cose e persone.

Alla vigilia dell’evento disastroso di un mese fa che ha colpito Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, con quasi 300 vittime e ingenti danni, il presidente del Consiglio Matteo Renzi toglierà i veli sul progetto di ricostruzione. Sono 3027 le persone assistite dalla Protezione civile nei vari campi e strutture, quasi 9.000 i sopralluoghi sugli edifici pubblici e privati svolti da certificatori Aedes. I tempi non saranno brevi, purtroppo, ma speriamo nemmeno giurassici.

Basti pensare che all’Aquila la ricostruzione è ancora in atto e il centro storico, dopo ben 7 anni, ha ancora molti edifici pericolosi. Secondo il prefetto Alecci: “vaste parti del centro storico dell’Aquila presentano ancora oggi un tasso di pericolosità che io, prefetto, giudico eccessivo“. La differenza di dimensione dei due centri è notevole, ma la macchina che deve partire per la ricostruzione è la stessa.

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