Twitter interessa a molte aziende: Google, Facebook e le altre

Twitter è in vendita, Google si lancia nella gara all’acquisto a cui partecipa anche Salesforce, big del cloud computing. A tali voci Wall Street risponde con un boom al rialzo per le azioni del microblogging arrivando fino ad un +20%. Dopo i diversi tentativi di ritornare in auge Twitter è costretta ad affidarsi alla vendita per restare in piedi, se chi comprerà il social lo riterrà opportuno.

Jack Dorsey, attuale CEO e co-fondatore di Twitter, ci ha provato, ma è evidente che i tentativi messi in atto sono falliti e per questo è arrivata la decisione clamorosa della vendita. In gioco diverse aziende tecnologiche, non solo Google anche Facebook, Apple, Microsoft e le aziende cinesi, ma quale di queste sarà in grado di arrivare all’obiettivo e sfruttare pienamente le potenzialità dei cinguettii è tutto da vedere.

Twitter è il social preferito da politici e vip e anche da quegli utenti, tanti, che non amano Facebook e la sua eccessiva invadenza nella vita quotidiana delle persone. Non è ancora chiaro quale sarà il tipo di vendita che sarà messa in atto, la dirigenza del social vorrebbe avere potere decisionale, ma anche qui la faccenda è poco chiara per disguidi tra Dorsey e il direttore Evan Williams.

I trimestrali di luglio hanno mostrato perdite di 107 milioni di dollari che hanno portato al licenziamento di diversi dirigenti con il mercato che non ha accolto bene la vicenda con il titolo che crollò di colpo del 10%. Twitter guadagna dalle pubblicità degli inserzionisti esattamente come fanno Facebook e gli altri social, ma Zuckerberg lo fa meglio a quanto pare visto che si è arrivati al punto di vendere.

Dunque, chi potrebbe acquistare Twitter e perché. Prima fra tutte Google che potrebbe associare il mondo dei cinguettii a quello dei video di YouTube, non ci è mai veramente riuscita con Google Plus che verte in una situazione di stasi nonostante qualche ultimo, recente, cambiamento. A Mountain View ci sono soldi e risorse umane in grado di gestire l’acquisto e farlo fruttare in qualche modo tramite gli inserzionisti.

Nella corsa potrebbe entrare anche Facebook che di social se ne intende con numeri di utenza mensile da capogiro. Ciò che il social network di Menlo Park fa veramente bene è vendere pubblicità e guadagnare (tanto) da essa. Molti dei cambiamenti introdotti in Twitter erano chiaramente ispirati alle funzioni di Facebook e Facebook potrebbe imparare da Twitter a distribuire news in tempo reale.

Nella corsa all’acquisto potrebbero entrare anche altre grandi società come Apple e Microsoft e le aziende cinesi che si occupano di Internet. Ognuna potrebbe ricavare un vantaggio dall’acquisto, sempre se sfruttato nel modo giusto, ed è proprio questo che bisogna anche tenere in considerazione: evitare che Twitter possa finire nelle mani di un diretto concorrente.

Un altro fattore che occorre tenere in considerazione è il costo del social di microblogging, le cifre sono a nove zeri e una valutazione non è certo facile farla. Non sono in molti a potersi permettere una spesa del genere, si aggira intorno i 30 miliardi di dollari, anche se si cercherà di giocare al ribasso per la crisi che sta attraversando Twitter, ma non è detto. Tutto dipende da quanti saranno gli effettivi attori in campo e quale sarà la loro voglia di entrare in competizione per l’acquisto.

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