Via Lattea in 3D: il satellite Gaia ne ha realizzato il primo censimento

Via Lattea, realizzata la prima mappa della galassia grazie ai minuziosi rilevamenti del Satellite Gaia, la European Space Agency (ESA) ha potuto attuare il primo censimento. L’oggetto orbitante ha messo a punto una sorprendente mappa 3D della nostra galassia, composta da circa 1.142 milioni di stelle.

Da Hipparcos a Gaia

Soltanto nel triennio 1989-1992, Hipparcos (acronimo di “High Precision Parallax Collecting Satellite“) misurò la distanza di circa 2,5 milioni di astri. Il satellite riuscì a raccogliere dati sufficienti per la produzione del Millennium Star Atlas: un vero e proprio atlante del firmamento, comprendente pressappoco 1 milione di stelle, fino alla magnitudine 11, e circa 10 mila oggetti non stellari.

Questa volta, però, l’operato del Satellite Gaia lascia tutti, scienziati e non, a bocca aperta. Lanciato nello spazio il 19 dicembre del 2013 , il satellite, che fa parte del programma ESA “Horizon 2000“, occupa un’orbita di Lissajous, intorno al secondo punto lagrangiano del sistema Sole-Terra. In altre parole, Gaia si colloca nei pressi di un punto di oscillazione in cui le forze che agiscono sui corpi creano una situazione di equilibrio. Tale stabilità ha consentito allo strumento di censire un numero di stelle ben 20 volte superiore a quello ottenuto da Hipparcos.

Mario Lattanzi, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e responsabile italiano per Gaia, ha precisato che “Gaia si trova a 1.5 milioni di chilometri dalla Terra, nel punto Lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, in un ambiente non protetto dal plasma solare“. Il satellite è accompagnato da una serie di “strumenti scientifici, telescopi e specchi compresi, realizzati in carburo di silicio per assicurare la massima stabilità termica e il mantenimento della stessa durante tutta la vita operativa“. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia, che si affida a un “sistema per il calcolo ad alte prestazioni, in particolare dei sei centri di analisi dati, mai realizzato prima in Europa”.

Il primo censimento stellare della storia dell’astronomia

La bellissima mappa che abbiamo pubblicato in queste ore mostra la densità delle stelle, misurata dal Satellite Gaia percorrendo tutto il cielo. Nonostante i dati finora elaborati siano preliminari, vogliamo renderli subito disponibili alla comunità astronomica per far sì che essi vengano utilizzati immediatamente“, ha dichiarato Timo Prusti dell’ESA.

Il primo censimento di Gaia, mappato in formato 3D, contiene i risultati delle osservazioni compiute dal 25 luglio 2014 al 16 settembre 2015. Lattanzi sostiene che, attualmente, siamo in possesso dei ”moti e delle distanze delle circa 2 milioni di stelle più brillanti della magnitudine 12 (cioè fino 250 volte più deboli delle stelle visibili a occhio nudo), che facevano parte delle stelle osservate da Hipparcos, e 110 mila fino alla magnitudine V=9.5, con precisioni maggiori, di circa un millesimo di secondo d’arco. Un dato che permettere di espandere, già da ora, il volume attorno al Sole per le indagini astrofisiche e galattiche più sofisticate di un fattore 30, fino a 300 parsec”.

Nell’arco dei suoi cinque anni di attività, l’oggetto orbitante avrà il compito di misurare, con altissima precisione, la posizione di più di un miliardo di stelle fino alla magnitudine 15. Gaia sarà in grado di analizzare tutti quegli astri che appaiono 4 milioni di volte più deboli di Sirio, la stella bianca della costellazione del Cane Maggiore, nonché la più brillante del cielo notturno. Pertanto, al termine della missione, gli scienziati avranno in mano dati importanti di ciascuna stella presente nella Via Lattea: movimento, distanza e variazioni di luminosità nel corso del tempo.

La Via Lattea potrebbe scomparire

I dati racconti verranno presentati alla comunità scientifica presso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Prima di tutto, essi dovranno essere studiati con precisione. Tuttavia, “il piano della nostra galassia appare ‘tiltato’, con curvature che lo rendono irregolare” ha rivelato Mario Lattanzi. “Ciò significa che la Via Lattea cambierà nel tempo e che tra miliardi di anni potrebbe distruggersi“.

Ancora una volta, l’Italia protagonista

L’Italia sta partecipando alla missione attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e il Data Processing and Analysis Consortium (DPAC). Sono oltre 70 i ricercatori italiani hanno offerto un contributo significativo in questa prima fase di archiviazione stellare; basti pensare al team dell’INAF Osservavorio Astronomico di Bologna, che ha sviluppato il software di calibrazione e di analisi per ottenere le luminosità stellari. Lo stesso gruppo di esperti, in collaborazione con l’Osservatorio di Napoli, si è soffermato sullo studio di alcune classi di stelle variabili, come le Cefeidi e le RR-Lyrae. E, ancora, i test sulla qualità scientifica delle misure di posizione e di luminosità sono stati condotti dagli scienziati dell’Osservatorio di Padova e di Torino. Tutti i risultati raccolti sono stati archiviati presso l’Asi Science Data Center (ASDC), il centro dati dell’Agenzia Spaziale Italiana.

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