Whatsapp: condivisione dati con Facebook mette in allarme il Garante della privacy

Whatsapp un mese fa ha aggiornato la sua policy sulla privacy chiedendo agli utenti di accettarla entro un mese. La nuova politica che gli utenti devono accettare, è obbligatorio per poter continuare ad usare l’applicazione, richiede di poter condividere i dati del proprio account, mail e numero di telefono con Facebook. Il Garante per la privacy tedesco non è d’accordo e blocca la condivisione quello italiano apre un’istruttoria.

Facebook ha acquistato Whatsapp nel febbraio del 2014 per 19 miliardi di dollari e allora Zuckerberg mise in chiaro che le due piattaforme sarebbero rimaste distinte e separate. Con le nuove disposizioni è chiaro che quelle parole erano solo di apparenza e ora vi è una mescolanza di dati tra il social network e l’app di messaggistica più utilizzata al mondo con oltre un miliardo di utenti mensili.

I Garanti della privacy in Europa e in Italia ci vogliono vedere chiaro per questo motivo nel nostro Paese è stata aperta un’istruttoria e in Germania è stata addirittura bloccata la condivisione dei dati richiesti dalle piattaforme coinvolte. Il social di Zuckerberg assicura che non attingerà ad altri dati oltre quelli richiesti e assicura anche che i dati forniti non saranno venduti a terze parti.

Però, qualcuno avrà notato che Facebook sta suggerendo l’amicizia con persone con cui si è conversato su WhatsApp e/o che si trovano nella stessa zona. Intanto sorge un altro problema legato all’applicazione di Jan Koum, se non si accettano le nuove policy non si potrà più utilizzare l’app, proprio come avviene con qualunque altra app scaricata sui propri dispositivi mobile.

Il Garante per la privacy italiano vuole conoscere “tutti i dati che WhatsApp mette a disposizione di Facebook, le modalità per la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati e le misure per garantire l’esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che dall’avviso inviato sui singoli device la revoca del consenso e il diritto di opposizione sembrano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato”.

Si punta il dito contro la finalità dell’informativa che non fa alcun riferimento al marketing. “Il flusso massiccio di dati non riguarda solo gli utenti di Facebook o WhatsApp, ma si estende anche a chi non è iscritto a nessuno dei due servizi, i cui dati vengono comunicati per il semplice fatto di trovarsi in una rubrica telefonica di un utente di WhatsApp“, ha dichiarato all’ANSA il presidente del Garante Antonello Soro.  “La nuova privacy policy adottata da Facebook e Whatsapp pone serie preoccupazioni dal punto di vista della protezione dei dati personali“.

Occorre ricordare – continua Soro all’Ansa – che lo scambio di indirizzari non può avvenire senza il consenso degli interessati. Ad un primo esame, nelle nuove regole adottate da Whatsapp, sembrerebbe non essere previsto un consenso differenziato per le  diverse opzioni e che gli utenti siano di fatto costretti ad accettare in blocco le condizioni che prevedono lo scambio dei dati. Le criticità già rilevate in passato vengono in questo modo moltiplicate. Vedremo adesso se Facebook e Whatsapp decideranno, responsabilmente e autonomamente, di  sospendere questa iniziativa a garanzia degli utenti“.

La reazione della Germania è stata quella del blocco totale dell’acquisizione da parte di Facebook dei dati degli utenti Whatsapp. Secondo il garante, Dr. Johannes Caspar “la connessione dei propri account con Facebook deve essere una loro decisione. Per questo Facebook deve chiedere il loro permesso in anticipo. E questo non è avvenuto“.

Per i garanti della privacy europei il problema non si ferma solo alla condivisione dei dati tra le due piattaforme e alle modalità in cui questo avviene, ma anche al fatto che Facebook avrebbe accesso ai dati dei contatti presenti nelle rubriche degli utenti Whatsapp, soggetti che non hanno mai acconsentito al trattamento delle proprie informazioni da parte di nessuna delle due aziende.

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