Lo zucchero e le malattie cardiache, le multinazionali USA pagarono scienziati per mentire

Il saccarosio, noto comunemente come zucchero, ha effetti negativi sulle malattie cardiache. Negli anni ’50 e ’60 le multinazionali statunitensi pagarono degli scienziati perché mentissero su tali effetti sulla salute. Oggi vengono alla ribalta vecchi documenti che provano come gli studi all’epoca furono pilotati.

A quanto pare fu la Sugar Research Foundation a dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli scienziati su altri fattori legati alle malattie cardiache e coronariche quali il colesterolo e i grassi. Per arrivare ad ottenere questa minore attenzione sullo zucchero raffinato giunsero persino a corrompere tre medici dell’università di Harvard con l’equivalente di 50 mila dollari attuali perché pubblicassero articoli in cui negassero il legame tra zuccheri e rischi cardiovascolari.

Nel 1950 erano altissimi i tassi delle malattie coronariche con altrettanta alta mortalità negli uomini americani. Incrementarono così gli studi sul ruolo dell’alimentazione di fattori come il colesterolo, fitosteroli, calorie in eccesso, aminoacidi, grassi, carboidrati, vitamine e minerali. Dal 1960, gli studi arrivarono alla conclusione che le principali cause delle malattie coronariche divergevano. Le due correnti di pensiero: John Yudkin ha identificato negli zuccheri aggiunti come l’agente principale, mentre Ancel Keys li ha identificati nei grassi totali, grassi saturi e colesterolo alimentare.

Il contributo dello zucchero nella dieta è ancora dibattuto, ciò che è chiaro è che l’industria dello zucchero nega fermamente che ci sia una relazione tra il consumo di zuccheri aggiunti e il rischio di malattie cardiache. L’intento delle multinazionali dello zucchero è quello di minimizzare il ruolo del saccarosio nell’incidenza delle malattie, non solo legate al miocardio.

Un ricercatore della University of California di San Francisco ha pubblicato sul Jama Internal Medicine la verità sulla lobby dello zucchero. Gli oltre 340 documenti trovati dimostrano che l’associazione Sugar Research Foundation, fondata nel 1943, è stata in grado di pilotare le ricerche. Anche se i documenti fanno riferimento ad avvenimenti di 50 anni fa, il dibattito sul ruolo degli zuccheri e del grasso è ancora al centro dei dibattiti della comunità scientifica.

Qualche ricercatore indica questa come la motivazione che ha portato gli americani a diventare obesi spingendoli a consumare prodotti con basso contenuto di grassi, ma ricchi di zuccheri. Negli ultimi anni è accaduto di nuovo con la Coca Cola, il New York Times ha, infatti, scoperto che la società americana aveva finanziato con milioni di dollari ricerche sul ruolo dello zucchero in modo tale che favorisse la multinazionale. Non da meno il ruolo che alcune industrie alimentari hanno avuto su degli studi che dimostrassero che le caramelle assunte dai bambini non facessero prendere peso.

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