AIDS: il 15% degli infetti italiani da HIV non lo sa, diagnosi in ritardo per il 50%

La Società italiana di malattie infettive e tropicali è impegnata nel XV Congresso di Baveno in cui le tematiche trattate sono tante: antibiotico-resistenza, infezione-malattia da HIV, infezione-malattia da virus epatici, infezioni batteriche fungine, malattie tropicali e parassitarie, infezioni nel paziente immuno-compromesso, infezioni nel paziente fragile, infezioni correlate all’assistenza.

Oltre queste tematiche saranno trattate anche le infezioni da virus respiratori, infezioni in gravidanza, malattie infettive emergenti e riemergenti, malattie infettive e migrazioni. SIMIT è la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, fondata nel 2001 dalla fusione di due Società Scientifiche esistenti: la Società Italiana per lo Studio delle Malattie Infettive e Parassitarie (SISMIP) fondata nel 1946 e l’Associazione Medici Ospedalieri Infettivologi (AMOI) fondata nel 1957.

Tantissimi i temi affrontati dagli 800 esperti provenienti da tutto il mondo, dalle malattie trasmesse dagli animali domestici all’HIV. Animali domestici che non sono solo cani e gatti, molti i rettili come iguana, tartarughe e serpenti oppure ratti domestici. Gli animali come le tartarughe vanno maneggiate con attenzione, nelle loro feci sono sede di salmonella in grado di infettare anche l’uomo. I ratti domestici sono portatori del virus Seul, responsabile della febbre emorragica coreana con sindrome renale.

Ma non solo di animali si è parlato durante il congresso che terminerà domani 19 ottobre. Al centro del dibattito un altro argomento di rilevante importanza, l’HIV. Il 15 per cento dei portatori non ne è consapevole e nel 50 per cento dei casi la diagnosi arriva in ritardo quando la malattia è in stato avanzato; sono 4000 i nuovi infetti ogni anno in Italia.

Quindi delle 90.000 persone in terapia o in contatto con i centri specializzati tra le 20 e le 30mila ignorano di essere infetti. Gli uomini che fanno sesso non protetto con altri uomini sono circa 20 volte più a rischio di infettarsi rispetto agli eterosessuali.

Gli organizzatori, Prof. Gaetano Filice, Direttore dell’Unità di Malattie Infettive del Policlinico San Matteo, Pavia, e dal Prof. Domenico Santoro, Direttore dell’Unità di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como, arriva anche l’allarme sulla gestione della terapia antibiotica. Mancano dei programmi efficaci di gestione per la corretta somministrazione degli antibiotici, in particolare nei pazienti a più alto rischio di infezione come gli immuno-compromessi (trapiantati, neoplastici, anziani, ecc). Soprattutto in quei luoghi in cui sono presenti strutture per la cura e la gestione delle malattie infettive è necessario un prontuario di intervento in caso di diffusione virulenta.

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