In Antartide il più grande parco marino al mondo

È stato ufficializzato oggi il più grande parco marino mai creato al mondo: quello nel mare di Ross, nell’Oceano Antartico. È una vittoria enorme per balene, pinguini e merluzzi antartici che vivono laggiù e per milioni di persone che stanno dalla parte degli oceani. E’ il risultato raggiunto dopo cinque anni di compromessi e di negoziati falliti, dalla Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide (Ccamlr) che ha concluso venerdì la riunione annuale di due settimane a Hobart in Tasmania.

Per anni Greenpeace, l’Antarctic Ocean Alliance e milioni di persone nel mondo, hanno chiesto ai governi di fare la cosa giusta, pensando che prima o poi questa richiesta sarebbe stata finalmente accolta. Anno dopo anno, c’era sempre qualcosa che non andava. Ma quest’anno tutti i membri della CCAMLR hanno concordato che è giunto il momento di rendere il Mare di Ross un’area protetta. Il Santuario del Mare di Ross diventa così la più grande riserva protetta del mondo, con una superficie di 1.550. 000 km2 (un’area grossomodo grande tre volte il Texas, 2 volte la Spagna, o come la Mongolia), di cui saranno totalmente protetti all’incirca tre quarti.

Noto come “l’ultimo Oceano”, il Mare di Ross è stato riconosciuto dagli scienziati come l’ultima porzione di oceano incontaminata. È fantastico che quest’area abbia trovato finalmente una protezione adeguata. Per raggiungere l’intesa è stata firmata una clausola che stabilisce una durata dell’accordo per 35 anni, dunque i membri della CCAMLR dovranno tornare a pronunciarsi su quest’area in futuro. Saranno protetti oltre 1,5 milioni di kmq del Mare di Ross, fra cui 1,1 milioni di kmq, pari all’area combinata di Spagna e Francia, riservati come “zona di protezione generale”, con divieto assoluto pesca. La protezione non ridurrà la quantità totale di pescato permesso nel Mare di Ross, ma terrà lontani i pescherecci dagli habitat cruciali vicino al continente stesso.

La protezione era considerata urgente data l’importanza, per le risorse naturali dell’intero pianeta, dell’Oceano Meridionale, che secondo le stime produce circa tre quarti delle sostanze nutrienti che sostengono la vita nel resto degli oceani. Le acque che circondano l’Antartide sono tra le più incontaminate al mondo, ma sono anche tra le più vulnerabili e il braccio di ferro sul loro destino andava avanti da tempo.

E’ significativo che la protezione concordata scadrà fra 35 anni, un compromesso raggiunto dopo cinque anni di trattative fallite a causa dell’opposizione di Cina e Russia, che hanno intensa attività peschereccia nella regione. La definizione di area marina secondo la World Conservation Union richiede che sia permanente. La protezione inoltre non diminuirà la quantità totale che sarà permesso pescare nel Mare di Ross, ma terrà i porcherecci al largo degli habitat cruciali vicino al continente.

“L’accordo di oggi segna una svolta per la protezione dell’Antartide e dell’Oceano Meridionale”, ha detto il direttore scientifico di WWF Australia, Chris Johnson. “E’ importante non solo per l’incredibile diversità di vita che sarà protetta, ma anche per il contributo alla capacità di ripresa degli oceani del globo davanti al cambiamento climatico”, ha aggiunto. Il Mare di Ross è una baia profonda che molti scienziati ritengono sia l’ultimo ecosistema marino rimasto intatto sulla Terra – un laboratorio vivente ideale per studiare la vita in Antartide e gli effetti del cambiamento climatico sul pianeta.

Nell’Oceano Antartico vivono più di 10.000 specie, tra cui la maggior parte dei pinguini del mondo, balene, uccelli marini, il calamaro colossale e gli austromerluzzi, che sono l’obiettivo principale dei pescherecci che operano in questa regione ai confini del mondo. Quest’anno è stato incredibile per la protezione degli oceani. La vittoria del Mare di Ross arriva subito dopo la decisione di Obama di espandere Il Monumento Nazionale Marino di Papahanaumokuakea, che era stato – almeno finora – l’area marina protetta più grande del globo. Pochi giorni prima Obama aveva già fatto qualcosa di eccezionale riconoscendo il primo Monumento Marino Nazionale dell’Atlantico, per proteggere canyon e montagne sottomarine!

Anche altre nazioni hanno fatto passi avanti – come ad esempio il Cile che ha creato un’area marina protetta intorno all’isola di Pasqua, o il Regno Unito che si è impegnato a creare delle cinture di protezione “Blue belts” intorno i suoi territori d’oltremare. Per quanto possano essere grandi questi Santuari, gli Oceani sono comunque vasti. Nonostante l’impegno dell’Unione Mondiale per la Conservazione e la Natura, che quest’estate ha deciso che bisogna proteggere il 30% dei nostri oceani entro il 2030, la strada per raggiungere questo obiettivo è lunga. Greenpeace si batte per un traguardo ancor più ambizioso: che il 40% dei nostri oceani diventino Santuari completamente protetti.

La scienza è chiara: i santuari marini sono essenziali per proteggere la biodiversità, rigenerare le popolazioni ittiche, e aumentare la resilienza degli oceani ai cambiamenti climatici. Battaglie lunghe come quella che oggi ha portato alla vittoria del Mare di Ross non hanno bisogno solo di buone basi scientifiche, ma di milioni di persone che si fanno sentire per difendere i mari e gli oceani. Senza le vostre voci, anche la migliore motivazione scientifica si sarebbe rivelata troppo debole per rompere gli interessi miopi e a breve termine delle lobby della pesca commerciale.

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