Antinfiammatorio (FANS), abuso provoca problemi cardiaci

Antinfiammatori come Ibuprofene, diclofenac, indometacina, ketorolac, nimesulide gli imputati nella causa contro i FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, accusati di aumentare i casi di scompenso cardiaco secondo una ricerca dell’università di Milano-Bicocca, pubblicata sul British Medical Journal.

Mal di denti, mal di testa, mal di schiena sono fra i più comuni utilizzi degli antinfiammatori, li usano milioni di italiani ogni giorno e, forse, troppo spesso se ne abusa. Secondo uno studio internazionale condotto dall’Università di Milano, coordinato da Giovanni Corrao docente di Statistica medica, pubblicato sul British Medical Journal dimostra che l’abuso di antinfiammatori aumenta la causa di ricoveri per scompenso cardiaco del 19 per cento.

La ricerca statistica ha coinvolto quasi 10 milioni di persone, con un’età media di 77 anni, e 92.163 ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca in quattro Paesi europei: Gran Bretagna, Olanda, Italia e Germania. La ricerca ha confrontato l’uso di 27 Fans, di cui 23 tradizionali e 4 inibitori selettivi dell’enzima cicloossigenasi-2 (Cox-2), prendendo in considerazione anche il legame tra dose e risposta.

Tutto dipende dalla dose e dal farmaco utilizzato, ogni antinfiammatorio ha delle dosi a “rischio” ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco. Gli analgesici non sono da demonizzare, ma non bisogna nemmeno prenderli troppo alla leggera come panacea per ogni male. chi, come gli anziani, che vanno maggiormente soggetti a dolori cronici possono essere indirizzati dal proprio medico curante verso alternative come la ionoforesi o terapie del calore.

Solo in casi estremi, in cui le alternative sono insufficienti, si può arrivare all’uso degli antinfiammatori non steroidei, i Fans appunto. Dalle osservazioni statistiche della ricerca è stato appurato che il rischio è aumentato per 7 principi attivi tradizionali: diclofenac, ibuprofene, indometacina, ketorolac, naprossene, nimesulide e piroxicam, inclusi due inibitori della COX-2, etoricoxib e rofecoxib. Con aumento dei ricoveri a seconda del principio attivo che hanno percentuali che variano dal 16 per cento del naprossene all’83 per cento del ketorolac.

I FANS aumentano il rischio di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca da 1,9 volte a 2,5 volte rispetto al placebo. Alla luce di queste evidenze, le attuali linee guida limitano l’uso dei FANS in pazienti predisposti all’insufficienza cardiaca, con una controindicazione completa per i pazienti con insufficienza cardiaca diagnosticata.

Sono ancora limitate le informazioni sul rischio di insufficienza cardiaca associato all’uso di singoli FANS nella pratica clinica e, soprattutto, sull’associazione dose-risposta. Pertanto, l’insufficienza cardiaca è stata inclusa come risultato di interesse per la valutazione del rischio cardiovascolare e gastrointestinale complessivo dei singoli FANS entro il progetto Safety of Non-Steroidal Anti-Inflammatory (SOS), un progetto internazionale finanziato dalla Commissione Europea. Un ampio protocollo comune, basato sulle banche dati sanitarie elettroniche di quattro paesi europei.

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