Bere acqua in eccesso è pericoloso, può causare intossicazioni

L’acqua è fondamentale per quasi tutte le funzioni del corpo, la circolazione, la digestione, l’assorbimento e l’eliminazione dei rifiuti, ma l’eccesso di acqua nel nostro organismo può essere pericoloso, perchè abbassa notevolmente il livello di sodio nel sangue. Uno studio diretto dai ricercatori della Monash University ha rivelato per la prima volta il meccanismo che regola il consumo dei fluidi nel corpo umano: una sorta di ‘valvola’ impedisce di bere troppo, ‘errore’ che può causare intossicazioni da acqua molto rischiose.

Lo studio, pubblicato online su ‘Pnas’, sfata il mito dei famosi otto bicchieri d’acqua al dì per stare bene. I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti allo studio di stimare lo sforzo necessario a inghiottire l’acqua in due diverse condizioni, immediatamente dopo aver fatto esercizio fisico e dopo un po’ di tempo, quando erano convinti di aver già bevuto abbastanza, effettuando anche una risonanza al cervello mentre bevevano.

I soggetti hanno mostrato una difficoltà a inghiottire tre volte maggiore quando avevano già bevuto a sufficienza, e nello stesso tempo dalla risonanza è emersa una maggiore attività delle zone prefrontali anteriori, segno della necessità da parte del cervello di ‘forzare’ un meccanismo preesistente. “Per la prima volta abbiamo documentato una sorta di resistenza al bere una volta che si è placata la sete – spiegano gli autori -, e questo è compatibile con la nozione che il riflesso della deglutizione è inibito quando si è introdotta acqua sufficiente. Sul piano pratico questo implica che l’organismo è in grado di regolarsi, quindi l’indicazione è bere quando si ha sete e non secondo uno schema predefinito”.

Il team ha usato la risonanza magnetica per fotografare il cervello dei volontari subito prima di bere. Così i ricercatori hanno visto che le aree prefrontali destre del cervello erano più attive quando i partecipanti si sforzavano maggiormente di bere. Questo suggerisce che la corteccia frontale abbia un ruolo nello spegnere l’inibizione al sorso e consentire di bere anche quando il nostro corpo è pieno d’acqua.

“Ci sono stati casi in cui gli atleti nelle maratone si sono caricati d’acqua e sono morti, perché avevano bevuto ben più del necessario”, dice Farrell. Il rischio è quello di iponatriemia o intossicazione d’acqua, un disturbo elettrolitico in cui la concentrazione del sodio nel plasma è più bassa del normale, cosa che provoca sintomi che vanno da letargia e nausea a convulsioni e coma. Attenzione però, Farrell ha ricordato anche che gli anziani spesso non bevono a sufficienza e dovrebbero invece controllare l’introito di fluidi. Insomma, non c’è da preoccuparsi se non si sente la necessità di bere e non si ha sete e non ci si deve sforzare di farlo “perché fa bene”. Non che bere non sia una buona abitudine, ma non c’è prova del nesso di causalità tra il bere e il miglioramento della salute.

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