Con la realtà virtuale vedo il ‘ritocchino’ prima dell’intervento

La realtà virtuale è sempre più diffusa e utilizzata nel modo più disparato, non solo per giocare o guardare immagini e video, si può fare tanto altro. È possibile utilizzare la VR per poter vedere il risultato di un intervento di chirurgia estetica prima di finire sotto i ferri. Seno, naso, bocca o qualunque altra parte del corpo si potrà modellare secondo le proprie esigenze potendo fornire ai chirurghi le esatte informazioni che il/la paziente desidera.

Quale dimensione del seno è la più adatta? Come deve essere il naso? Queste sono solo alcune delle domande a cui sarà possibile dare una risposta ancor prima che si intervenga con la chirurgia estetica grazie alla tecnologia della realtà virtuale. Grazie agli occhiali per la realtà virtuale sarà possibile vedere il risultato finale sia dalla propria prospettiva che attraverso degli specchi, virtuali ovviamente.

Tutto parte con la realizzazione dell’immagine tridimensionale del paziente e quindi questa viene modificata secondo le richieste. È chiaro che poi lo specialista deve attenersi alle richieste, sapendo anche consigliare nel modo giusto, per ottenere il risultato voluto. Quello estetico è pur sempre un intervento chirurgico e va affrontato con professionisti seri.

In Italia crescono gli interventi di chirurgia e medicina estetica. Secondo l’indagine di AICPE (Associazione Italiana Chirurghi Plastici Estetici) sono più di un milioni gli interventi eseguiti solo nel 2014 e continuano a crescere con, al primo posto la liposuzione. Nonostante la crisi economica che ha portato ad una riduzione degli interventi dal 2014 sono tornati a salire con un trend positivo anche durante il 2015.

Oltre la liposuzione, tra gli interventi più richiesti seguono la mastoplastica additiva e la blefaroplastica con maggiori richieste per il lipofilling che permette di riempire le rughe del volto o piccole depressioni del corpo e l’aumento dei glutei. L’utilizzo della realtà virtuale è una pratica diffusa già da tempo negli Stati Uniti, ma si sta diffondendo anche  in Italia.

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