Farmaci per curare il tumore al polmone: chemioterapia sempre meno utilizzata

Farmaci al posto della chemioterapia, Keytruda, di Merk &CO., potrebbe segnare una svolta nella lotta del tumore al polmone, il più letale al mondo. I pazienti con tumore polmonare avanzato che hanno assunto l’immunostimolante come primo trattamento hanno vissuto più a lungo, in media, rispetto a quelli che, invece, hanno fatto chemioterapia secondo un nuovo studio australiano. In atto un cambiamento epocale nella cura del tumore ai due organi spugnosi posti nel torace.

I risultati dell’azienda farmaceutica sono stati presentati domenica scorsa nel corso del Congresso Oncologia Medica a Copenhagen e lo studio è stato pubblicato online dal New England Journal of Medicine. Keytruda è utilizzato per il trattamento dei pazienti affetti da cancro al polmone la cui malattia è progredita dopo il trattamento precedente con la chemioterapia. Il farmaco costano più di $ 12.500 al mese per paziente.

Il cancro ai polmoni è uno dei tipi più comuni di cancro e causa il maggiore numero di morti. Lo studio ha testato Keytruda nei pazienti con cancro ai polmoni non a piccole cellule (NSCLC – Non Small Cell Lung Cancer), il tipo più comune della malattia, che si era diffuso ad altre parti del corpo e non era ancora stato trattato. Per decenni, il trattamento di prima linea standard per questi pazienti è stata la chemioterapia, ma i pazienti in genere vivono solo dai 12 ai 14 mesi dopo l’inizio del trattamento, secondo Hossein Borghaei, uno specialista di cancro al polmone al Fox Chase Cancer Center di Philadelphia.

Circa l’80% dei pazienti che hanno preso Keytruda erano vivi sei mesi dopo l’inizio del trattamento, rispetto al 72% di quelli in chemioterapia. Keytruda ha limitato la progressione della malattia o la morte portando la media a 10,3 mesi dall’inizio del trattamento, rispetto ai sei mesi per la chemioterapia. La sopravvivenza globale media dei pazienti è divisa tra una metà che ha vissuto più a lungo e una metà che ha vissuto meno.

Quasi il 45% dei pazienti trattati con Keytruda ha sperimentato una significativa riduzione della massa tumorale, contro quasi il 28% dei pazienti sottoposti a chemioterapia. I 305 pazienti nello studio Merck aveva anche un alto livello di una sostanza nota come PD-L1 nei loro tumori, che si ritiene aumenti l’effetto del farmaco. I pazienti con elevati livelli di questo marcatore sono circa il 25% – 30% di tutti i malati di NSCLC, ha detto Roger Perlmutter, capo unità di ricerca e sviluppo di Merck, in un’intervista.

Lo studio è iniziato nel settembre 2014 e nel giugno di quest’anno è stato interrotto precocemente sulla raccomandazione di un comitato di controllo indipendente perché i risultati intermedi hanno mostrato che Keytruda era superiore alla chemioterapia. I pazienti che stavano assumendo la chemioterapia sono stati autorizzati a passare a Keytruda.

I risultati dello studio dimostrano che Keytruda può stabilire un nuovo standard di cura per il trattamento di prima linea dei pazienti affetti da cancro del polmone i cui tumori hanno alti livelli di PD-L1, ha scritto Bruce E. Johnson (specialista del cancro al polmone al Dana-Farber Cancer Institute di Boston) in un editoriale che accompagna i risultati della ricerca.

Condividi questo articolo: 


AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie