Food e Biomasse: il nuovo ruolo del sansificio nella filiera olearia

Grazie alle nuove norme sugli incentivi alle fonti rinnovabili, la prossima campagna olearia sembra aprire buone prospettive per i sansifici. A rilevarlo è ASSITOL, l’associazione italiana rappresentativa degli industriali di settore.

Con il DM Rinnovabili – spiega Michele Martucci, presidente del Gruppo olio di sansa dell’associazione – le nostre aziende assumono un nuovo ruolo all’interno della filiera oleicola. Innanzitutto, si conferma la vocazione alimentare del comparto, stabilendo per la prima volta in un testo normativo il principio del ‘food first’, vale a dire la priorità dell’utilizzo della sansa per scopi alimentari. Inoltre, si danno regole più chiare e certe per l’utilizzo degli incentivi legati alla produzione energetica da sottoprodotti della filiera olivicola”.

In tal senso, è bene ricordare che la sansa è un sottoprodotto della lavorazione delle olive in frantoio, impiegata per produrre olio alimentare e, più di recente, biomasse per l’energia elettrica. Quello che, erroneamente, si potrebbe considerare uno “scarto”, al contrario, è valorizzato dal lavoro dall’attività delle imprese che lavorano la sansa e ne estraggono un olio, appartenente alla famiglia degli oli d’oliva, quindi ricco di grassi buoni.

Destinato storicamente all’alimentazione, in aggiunta, negli ultimi anni, se ne ricava anche un combustibile di origine vegetale, con evidenti vantaggi ambientali. Oggi, l’olio di sansa funziona da “apripista” per l’extravergine nei nuovi mercati internazionali, soprattutto in Asia e, in generale, nei Paesi non ancora abituati al gusto dell’extravergine.

Tra le novità del DM rinnovabili, di immediata attuazione per l’olio di sansa nella nuova campagna olearia, emerge la possibilità di utilizzare i sottoprodotti della trasformazione delle olive negli impianti a biomasse e biogas. Tuttavia, allo scopo di evitare abusi nella richiesta degli incentivi, stigmatizzati dalla stessa ASSITOL in passato, e garantendo al tempo stesso il principio del “food first”, il decreto definisce i casi in cui è espressamente autorizzato l’impiego della sansa per la produzione di elettricità.

In particolare, l’uso energetico della sansa è legittimo negli impianti a biomasse e a biogas, secondo il provvedimento, “nella sola regione Sardegna o qualora la sansa fornita all’impianto di produzione elettrica provenga da impianti di produzione della sansa che distino più di 70 km dal più vicino sansificio”. Tale condizione, stabilisce ancora il decreto, deve essere dichiarata dallo stesso produttore di energia elettrica “all’atto della richiesta di accesso agli incentivi e oggetto di analogo impegno da rinnovare annualmente”.

In questo modo, ritorna il ruolo chiave dei sansifici nella valorizzazione dei sottoprodotti provenienti dalla lavorazione delle olive nel territorio circostante. “Il DM incentivi – osserva il presidente Martucci – sancisce così la centralità della imprese del nostro comparto nella filiera dell’olio d’oliva, mantenendo da un lato la sua tradizionale vocazione alimentare, dall’altro aprendosi a nuove opportunità di sviluppo nel campo delle bioenergie”.

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