Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze: c’è ancora molto da fare

La prima Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze (International Day of the Girl Child) è stata proposta dall’UNICEF e dalle organizzazioni partner per mettere la parola fine sui matrimoni precoci. È una violazione dei diritti umani con conseguenze su tutti gli aspetti della vita di una bambina.

Quello delle spose bambine è un fenomeno più diffuso di quanto si possa pensare. A livello mondiale (esclusa la Cina) su 70 milioni di donne, una su tre tra i 20 e i 24 anni si è sposata prima dei 18 anni. Tra queste 23 milioni si sono sposate prima di aver compiuto 15 anni. A livello globale, quasi 400 milioni di donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni si sono sposate in minore età.

La Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze riflette la necessità di mettere al centro dell’agenda dello sviluppo i diritti delle ragazze“, ha dichiarato Anju Malhotra, responsabile della sezione Genere e Diritti all’UNICEF. Per richiamare l’attenzione sul tema diversi gli eventi in tutto il mondo sotto “La mia vita, il mio diritto, la fine dei matrimoni precoci“.

La prima conseguenza del matrimonio precoce è l’abbandono della scuola. E proprio l’istruzione è una delle strategie più efficaci per proteggere le bambine dai matrimoni. Nonostante la diminuzione delle “spose bambine” i matrimoni precoci restano ancroa molto diffusi in diverse regioni del mondo, soprattutto quelle più povere.

Alto il tasso di mortalità legata al parto. Nella fascia d’età compresa tra 15 e 19 anni sono circa 50.000 le morti per queste cause ogni anno. Le ragazze di età compresa tra i 10 e i 14 anni hanno probabilità 5 volte maggiori  – rispetto alle ragazze tra 20 e 24 anni – di morire durante la gravidanza e il parto.

Il rapporto “Every Last Girl: free to live, free to learn, free from harm“, basato su 5 parametri: matrimoni precoci, numero di bambini per madri adolescenti, mortalità materna, completamento della scuola secondaria di primo grado e numero di donne in Parlamento, contiene la graduatoria dei Paesi dove bambine e ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e di sviluppo.

Agli ultimi posti i Paesi africani, tra questi all’ultimo posto il Niger seguito da Ciad, Repubblica Centrafricana, Mali e Somalia. Al primo posto la Svezia seguita dagli altri due Paesi scandinavi, Finlandia e Norvegia, l’Italia si posiziona decima, davanti a Spagna e Germania.

Gli Stati Uniti si posizionano al 32esimo posto a causa dell’elevato tasso di mortalità materna e numero di bambini nati da madri adolescenti più alti di quelli di altri Paesi ad alto reddito. Tocca all’India il primato per numero di spose bambine, con il 47% delle ragazze, più di 24,5 milioni, sposate prima di aver compiuto i 18 anni.

In India, Afghanistan, Yemen e Somalia, è alto anche il numero di spose bambine che hanno meno di 10 anni. La comunità internazionale si è impegnata a mettere fine alla pratica dei matrimoni precoci entro il 2030, tuttavia se il numero di spose bambine nel mondo crescerà ai ritmi attuali nel 2030 avremo 950 milioni di donne sposate giovanissime e 1,2 miliardi nel 2050.

Ogni anno, secondo il rapporto, 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni mettono al mondo un figlio, mentre sono oltre un milione le ragazze che diventano madri prima di compiere i 15 anni. Le complicazioni durante la gravidanza e il parto rappresentano, dopo i suicidi, la seconda causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni, con circa 70.000 ragazze che perdono la vita ogni anno. I bambini che nascono da madri adolescenti, inoltre, hanno il 50% d probabilità in più di morire nei primi giorni dopo il parto, rispetto ai figli di donne tra i 20 e i 35 anni di età.

Save the Children, chiede ai governi di impegnarsi a raggiungere tre garanzie per tutte le bambine e le ragazze al mondo: una finanza equa che permetta loro di accedere ai servizi di base; l’eliminazione di discriminazioni economiche e sociali; meccanismi di trasparenza che garantiscano che la voce delle ragazze sia ascoltata e considerata decisiva nei processi decisionali pubblici e privati.

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