HIV: la teoria del “paziente zero” è sbagliata, scagionato lo steward dell’Air Canada

AIDS: riscritta la storia del virus, nessun paziente zero. Un nuovo studio genetico dell’HIV dimostra che la teoria del “paziente zero” è sbagliata e scagiona quello che si è sempre ritenuto essere l’untore della malattia, Gaetan Dugas, steward dell’Air Canada che ha contratto la malattia agli inizi degli anni ’80.

Su di lui è stato scritto un libro “And the Band Played On: politics, people and the Aids epidemic” dal giornalista Randy Shilts nel 1987 e il New York Post lo definì “l’uomo che ci ha dato l’Aids“. Da sempre considerato il “paziente zero“, colui che aveva diffuso l’AIDS negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo. Oggi, con una nuova tecnica di indagine genetica su campioni di sangue vecchi di decenni si è scoperta la verità sull’origine della malattia.

La ricerca è stata pubblicata su Nature e si basa su un’altra ricerca pubblicata nel marzo del 2016 su Science. I ricercatori guidati da Michael Worobey biologo evoluzionista della University of Arizona a Tucson hanno esaminato dei campioni di sangue prelevati da uomini gay e bisessuali tra il 1978 e il 1979. In questi campioni è stato isolato il virus dell’HIV, lo stesso è stato fatto con il sangue di Gaétan Dugas etichettato come “Paziente Zero“. I campioni di sangue e la nuova tecnica di indagine genomica hanno dimostrato che in realtà non è mai esistito un paziente zero. Utilizzando una tecnica nota come orologio molecolare che permette ai ricercatori di creare un albero genealogico di diversi geni, isolarli e disporli in una cronologia temporale, Worobey spiegato che il virus probabilmente è arrivato a New York nel 1970 ed era legato a virus isolati circolanti nei Caraibi e provenienti dall’Africa.

In realtà Dugas era stato definito “Patient O” dove la lettera O stava ad indicare “Out of California“, ma fu interpretata invece come uno zero e da qui l’equivoco, forse anche per trovare un capro espiatorio su cui riversare le paure generate dal virus dell’HIV. Richard McKay, storico presso l’Università di Cambridge, Regno Unito, e coautore dello studio, afferma che gli scienziati hanno sempre messo in discussione l’idea di un singolo Paziente Zero, perché alcune prove hanno suggerito che il virus è entrato in Nord America più volte.

Dagli oltre 2000 campioni di sangue esaminati Worobey è arrivato alla conclusione che Dougas non solo fosse stato erroneamente considerato il primo malato che ha dato inizio alla diffusione di uno dei virus più spaventosi, ma che il suo fosse un ceppo differente da quello di altri esaminati. Da quanto dimostrano i campioni di sangue l’HIV era entrato negli Stati Uniti già negli anni ’70, ma non si era ancora capito di che malattia si trattasse considerando i suoi effetti, come il sarcoma di Kaposi di cui morì Dougas nel 1984, come la causa.

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