HIV, terapia sperimentale guarisce uomo di 44 anni

Un uomo di 44 anni, potrebbe essere la prima persona al mondo ad essere guarita completamente dal virus Hiv ma il risultato definitivo si potra’ avere solo fra qualche anno. La ricerca, condotta su 50 persone, combina l’uso delle terapie antiretrovirali standard con un farmaco che riattiva il virus Hiv “dormiente” nel sangue, insieme a un vaccino che induce il sistema immunitario a distruggere le cellule infette. Nella prima persona che ha completato la cura il virus non è più rilevabile nel sangue, anche se il risultato definitivo del test non arriverà prima di cinque ani.

“Questo è uno dei primi tentativi seri di trovare una cura definitiva per l’Hiv – spiega Mark Samuels, dirigente dell’Nhs inglese che sta finanziando il test -. È una sfida enorme, ed è ancora all’inizio, ma il progresso è notevole”.  I farmaci antiretrovirali usati attualmente riescono a tenere molto basso il livello del virus nel sangue, ma non hanno effetto contro quella piccola percentuale di particelle virali `dormienti´ che sono responsabili del ritorno della malattia se si interrompono le cure.

La bambina data per guarita, ma la malattia è ritornata. Una bambina, che oggi ha 5 anni, nata in Mississippi da una madre sieropositiva, aveva ricevuto i farmaci 30 ore dopo la nascita, molto prima di quanto normalmente si fa con i neonati a rischio e il trattamento è proseguito fino all’età di 18 mesi. I medici ne avevano perso le tracce e per dieci mesi la piccola non ha ricevuto alcun trattamento. I test sul sangue eseguiti successivamente non avevano riscontrato tracce del virus dell’Aids e nel marzo 2013, con gran clamore, la bambina era stata dichiarata “guarita” dai medici che ne avevano salutato il caso come una “nuova speranza” che il trattamento superprecoce dei nati sieropositivi potesse aprire la strada alla guarigione. Una speranza così grande da sottoporre altri bambini a questa terapia precoce.

Un test di routine condotto qualche giorno dopo rivelò che il virus era tornato, assieme a quantità elevate di linfociti e di anticorpi legati all’Hiv. “Il team di ricercatori della Johns Hopkins, dell’Università del Mississippi e dell’University of Massachusetts aveva descritto questo caso come il primo al mondo di ‘cura funzionale’. La relazione sul caso era stata fatta in occasione della 20.ma Conferenza sui Retrovirus e le infezioni opportunistiche (Croi) di Atlanta. La virologa del Johns Hopkins Children Center Deborah Persaud aveva diretto la squadra di scienziati mentre la specialista in Hiv pediatrico Hannah Gay dell’Università del Mississippi Medical Center aveva somministrato la cura alla piccola. Lo scorso anno i medici del Necker di Parigi hanno invece presentato il caso di una diciottenne anch’essa nata sieropositiva e curata con la terapia antiretrovirale fino ai sei anni. Nel sangue della ragazza, hanno spiegato i medici pur restando molto cauti sulle prospettive, il virus non è rilevabile ormai da 12 anni.

Questa volta i ricercatori si dimostrano relativamente ottimisti sul risultato raggiunto: “Questo è uno dei primi tentativi seri di trovare una cura definitiva per l’Hiv – spiega Mark Samuels, dirigente dell’Nhs inglese che sta finanziando il test -. E’ una sfida enorme, ed è ancora all’inizio, ma il progresso è notevole”.

 

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