Influenza, un super-vaccino universale contro l’88% dei ceppi di influenza

Messo a punto un super-vaccino universale in grado di difendere le persone contro l’88% dei ceppi di influenza noti a livello globale, con una singola iniezione. Il risultato, pubblicato sulla rivista Bioinformatics, arriva dal nuovo approccio che apre la strada alla possibilità di ‘progettare ‘ vaccini ad ampio spettro, nato dalla collaborazione tra le università britanniche di Aston e Lancaster e la spagnola Complutense di Madrid.

Il team di ricercatori ha messo a punto due vaccini universali, uno specifico per il territorio americano, che copre il 95% dei ceppi che circolano negli Stati Uniti, e uno globale che protegge contro l’88% dei ceppi virali nel mondo. “Ogni anno – spiega Derek Gatherer della Lancaster University – scegliamo un ceppo di virus dell’influenza recente per il vaccino, sperando che proteggerà contro i ceppi dell’anno successivo. Sappiamo che questo metodo è sicuro e che funziona in modo ragionevolmente buono la maggior parte delle volte. Ma talvolta non funziona, come nel caso del fallimento del vaccino H3N2 dell’inverno 2014-15, e anche quando lo fa è molto costoso e impegnativo. Inoltre questi vaccini annuali non ci danno protezione contro tutti i virus influenzali futuri potenzialmente pandemici”.

Il nuovo super-vaccino universale funziona in modo diverso. “Sulla base della nostra conoscenza del virus influenzale e del sistema immunitario umano, possiamo usare i computer per disegnare i componenti di un vaccino che fornisce una protezione più duratura e vasta”, sottolinea Gatherer. “Un vaccino universale contro l’influienza è potenzialmente a portata di mano – gli fa eco Pedro Reche della Complutense University – I componenti di questo vaccino sarebbero brevi frammenti di virus, chiamati epitopi, che sono già noti per essere riconosciuti dal sistema immunitario. Il nostro lavoro ha scoperto un modo per selezionare epitopi che consentano una piena copertura della popolazione”.

Vaccini basati sugli epitopi “non sono una novità, ma molti non hanno subito una validazione sperimentale. Noi abbiamo capovolto il problema e abbiamo usato solo epitopi testati in precedenza. Questo ci permette di disegnare un vaccino universale con una probabilità molto alta di successo”, conclude Darren Flower della Aston University. Il team ora sta cercando partner nell’industria farmaceutica per sintetizzare il super-vaccino da testare in laboratorio.

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