L’Isis dichiara guerra ai gatti, saranno uccisi tutti

L’Isis dichiara guerra ai gatti: Vietato tenerli, li uccideremo tutti, nella sua ultima roccaforte irachena, Mosul, il Califfato ha infatti vietato la presenza dei gatti nelle abitazioni, come ha riferito la tv satellitare irachena al Sumeria. Non solo è interdetto allevare gatti, ma anche detenerli nelle abitazioni private. Come riporta il Dailymail, dopo la proclamazione della fatwa, i jihadisti avrebbero anche iniziato ad effettuare delle perquisizioni nelle abitazioni private per scovare felini.

Il gatto non sarebbe in linea con “la visione, l’ideologia e la fede” dei fedeli dell’Isis. Nell’arco dell’anno ci sono stati diversi casi in paesi islamici con divieti di animali domestici,in quanto nella religione islamica come anche in quella ebracia, ci sono degli animali considerati impuri e puri. Recentemente in Iran è stato interdetto il cane a casa, “considerato simbolo della cultura volgare occidentale” o il caso in Arabia Saudita dove è proibito scattare delle foto con animali da compagnia.

“L’organizzazione di Daesh (acronimo in arabo dell’Isis), attraverso il suo comitato centrale della fatwa (“Editto”, ovvero un decreto di legge islamica) ha messo al bando qualsiasi forma di allevamento di gatti all’interno delle case di Mosul”, ha detto ad al Sumeria una abitante di Ninive, provincia nel Nord dell’Iraq di cui Mosul è il capoluogo. Tutti gli abitanti della città sono stati avvertiti di applicare la fatwa e di non opporsi” alla direttiva impartita dagli uomini del Califfo Abu Bakr al Baghdadi. Secondo quando ha scritto sul suo sito on-line al Sumaria, da quando ha preso il controllo di Mosul, “ha emesso decine di editti analoghi consoni alla sua visione, e ideologia”.

Il nuovo divieto arriva dopo la diffusione sui social media arabi di foto scattate a Fallujah, roccaforte Isis a Ovest di Baghdad liberata dall’esercito iracheno lo scorso luglio. In molti immagini pubblicati su Twitter si vedono infatti gatti attorno ai cadaveri dei jihadisti del Califfato nelle strade della città subito dopo la riconquista da parte delle truppe di Baghdad.

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