Obesità infantile: la causa sono i genitori che lavorano, in particolare le mamme

Aumentano i casi di obesità infantile, la colpa è dei genitori che lavorano che non hanno tempo da dedicare alla cucina casalinga e rimediano con pasti mordi e fuggi e i bambini fanno meno movimento secondo l’economista Wencke Gwozdz della Copenhagen Business School. La prima imputata è la mamma lavoratrice che non riesce, per i troppi impegni, a dare una misura più familiare ai propri figli.

La ricerca dice che i bambini di genitori che lavorano hanno maggiori probabilità di essere in sovrappeso e l’obesità infantile aumenta con il numero di donne che lavorano. I ricercatori danesi dicono che i bambini fanno meno esercizio e soffrono di mancanza di sonno, entrambe condizioni che portano ad accumulare chili di troppo.

I bambini inglesi sono tra i più grassi in Europa, con quasi un quarto già in sovrappeso all’età di tre anni e più di uno su cinque troppo pesante in età scolastica. La Dr Gwozdz ha esaminato la ricerca in materia di occupazione materna e obesità infantile e trovato chiari collegamenti tra i due in molti paesi, tra cui il Regno Unito e Stati Uniti.

Il legame è più forte per i bambini dai cinque ai 10 anni quando sono più indipendenti sulle scelte di cosa mangiare e cosa fare. Dr Gwozdz ha detto: “i pasti fuori casa sono generalmente legati a un maggiore rischio di obesità infantile, perché sono spesso ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale“, inoltre i bambini le cui madri sono assenti possono scegliere attività più sedentarie.

Mancanza di sonno. I bambini le cui mamme hanno turni arrivano a dormire fino a un’ora e mezzo in meno in una settimana rispetto i bambini le cui madri sono casalinghe. Dr Gwozdz ha detto: “Questa alta prevalenza è preoccupante a causa degli effetti nocivi dell’obesità sulla salute emotiva e fisica dei bambini e l’alta probabilità che l’obesità infantile si trasmetta in età adulta“.

L’obesità infantile conduce ad un più alto rischio di malattie cardiache, diabete e aspettative di vita inferiori, anche quando i bambini che erano obesi perdono peso in età adulta. La Dr. Gwozdz crede che per ridurre quella che definisce “l’epidemia dell’obesità infantile” occorre coinvolgere anche i genitori.

Afferma che un fattore cruciale che influenza la vita familiare è l’aumento dell’occupazione femminile. Ma i suoi dati sono in controtendenza in Paesi come la Danimarca dove il finanziamento statale per custodia dei bambini è alto. In alcuni Paesi se entrambi i genitori lavorano ricevono un contributo dallo Stato per poter pagare la baby sitter, per fare un esempio.

In definitiva, quello che appare chiaro è che i genitori dovrebbero porre maggiore attenzione alla cura dei propri figli cercando di stimolarli a fare movimento, ad andare a letto presto e dedicare una parte importante dell’educazione alla corretta alimentazione. Tutto molto facile a parole meno nei fatti, in un Paese come l’Italia in cui non si ha alcun aiuto dallo Stato e tutto pesa sulle spalle dei genitori, con la necessità che lavorino entrambi, di certo è molto più complicato, ma uno sforzo per i figli lo si fa senza dubbio nonostante la vita frenetica e i conti da pagare a fine mese.

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