Parma: emergenza legionella, Pizzarotti: nessun motivo di allarmismo

Parma, è emergenza legionella. Morta la seconda persona affetta da legionellosi, si tratta di una donna di 77 anni affetta anche da altre patologie. In totale sono 31 le persone positive al batterio, non ancora nota la fonte del contagio.

Aria condizionata, doccia, ferro da stiro a vapore, irrigazione sono alcuni dei sistemi in cui il batterio può colpire. Basta l’aspirazione di piccolissime goccioline d’acqua, come capita facendo la doccia per esempio, per essere infettati. A Parma non cala l’attenzione sull’epidemia, al momento ancora contenuta, che ha già provocato due morti e 31 infettati di cui 16 in gravi condizioni.

All’ospedale Maggiore della città emiliana si è registrato il secondo decesso di una donna di 77 anni non facente parte dei 31 casi accertati. L’anziana, ricoverata per grave difficoltà respiratoria e febbre alta è deceduta, per lei non c’è stato nulla da fare a causa anche di patologie pregresse.

Al momento i ricoverati da polmonite per legionella sono 16, di cui due in condizioni serie. La prima paziente venuta a mancare per polmonite da legionella era ancora una donna, 86 anni, anche lei con gravi patologie pregresse, tipiche patologie che colpiscono le persone anziane e non solo. Nella giornata odierna ci sarà un incontro tra i medici delle due ASL e della Regione Emilia-Romagna, con esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. Intanto continuano i monitoraggi da parte di Arpae in vari punti dell’Acquedotto di Parma anche se le persone contagiate sono tutte residenti nella stessa zona, nel quartiere Montebello. La rete idrica dell’acqua potabile rimane il primo indiziato in quanto il batterio della legionella si forma e vive in condizioni di umidità.

La legionella è un genere di batteri aerobi. Il nome deriva dall’epidemia che nell’estate del 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Filadelfia, in quel momento non si conosceva ancora il batterio killer. Su oltre 4000 veterani ci furono 34 morti su 221 contagiati, in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un “nuovo” batterio isolato nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato. L’infezione colpisce l’apparato respiratorio e può manifestarsi in forme gravi. Le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali come: sorgenti, fiumi, laghi, vapori, terreni. Da questi possono arrivare alle condotte cittadine e agli impianti idrici degli edifici.

I batteri possono sopravvivere con una temperatura dell’acqua compresa tra i 5,7 e i 55 °C, mentre hanno il massimo sviluppo con una temperatura dell’acqua compresa tra i 25 e i 42 °C. Il batterio della legionella si trasmette solo per inalazione (aerosol) di acqua contaminata, non si trasmette bevendo acqua infetta, non si trasmette da persona a persona.

“Non dobbiamo spargere allarmismo – fa sapere Pizzarotti –  in situazioni come queste tutte le istituzioni e i politici dovrebbero remare nella stessa direzione, cercando di evitare panico ingiustificato. La prima cosa da fare è quella di seguire le indicazioni  dei medici: per i cittadini che vivono nel quartiere Montebello bastano poche attenzioni per evitare il rischio di essere contagiati, quali far scorrere l’acqua calda prima dell’uso, tenere puliti i terminali di erogazione del’acqua, evitare idromassaggi e altre attività che producono effetti di nebulizzazione.

Purtroppo, nonostante l’impegno di ARPA, IREN, Comune e Aziende sanitarie, non è facile individuare la fonte del contagio, è necessario agire sopratutto sulla prevenzione, sapendo comunque che si tratta, per persone in normale situazione di salute, di una malattia curabile, che può avere effetti più gravi su persone in situazioni  gravemente compromessa da altre patologie. In ogni caso è sempre bene ricordare che  la malattia non si trasmette da persona a a persona e che non ha origini alimentari. Intanto IREN ha provveduto ad aumentare la dose di cloro nel pozzi  che serve le utenze del Montebello.

Quanto alla sospensione dell’acqua in caraffa in alcune strutture educative, si è ritenuto di procedere in questo senso solo per tranquillizzare le famiglie, ma con la piena consapevolezza che non si prende la legionella bevendo l’acqua del rubinetto. Quanto ai casi che si sono registrati più numerosi nei giorni scorsi, va tenuto presente che ci sono una decina di giorni di incubazione, quindi probabilmente si tratta di persone che avevano contratto il virus prima che fosse nota la presenza dello stesso nel quartiere Montebello.

Comunque – conclude il sindaco – sarà mia cura tenere informata la città sull’evoluzione della situazione, non appena avrò nuove notizie. Torno a fare appello alla responsabilità di coloro che rappresentano i cittadini e al loro senso di comunità: non serve allarmismo, ma spirito di collaborazione”.

 

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