Prostata, “4K” Il nuovo test sul sangue per diagnosticare il tumore

Si chiama “4K”, ed è un nuovo test del sangue che determina in modo affidabile la presenza di un tumore alla prostata e la sua aggressività. Questo nuovo esame dosa 4 molecole della famiglia del PSA può contribuire a evitare fino al 60% delle biopsie prostatiche. Tuttavia, secondo quanto è emerso in occasione dell’89° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia, a Venezia dal 15 al 18 ottobre, 4K Score non manderà in soffitta il test del PSA, almeno per adesso, ma ne estende le capacità diagnostiche e promette di diventare, in un prossimo futuro, l’esame più semplice e affidabile per sospettare la presenza di un tumore alla prostata.

Attualmente, il test viene eseguito soltanto in alcuni laboratori all’estero; in Europa sono soltanto due, il più vicino è in Spagna e gli italiani che volessero sottoporsi all’esame possono eseguire il prelievo di sangue in Italia e spedire il campione al laboratorio per avere l’esito in 4-5 giorni con una spesa di circa 300 euro. “Il nuovo 4K Score è un test sul sangue attraverso cui vengono dosate quattro callicreine, famiglia di molecole cui appartiene anche il PSA – spiega Vincenzo Mirone, segretario generale SIU –. Vengono misurati i livelli del PSA totale, il PSA libero, il PSA intatto e la callicreina 2; i dati raccolti, associati ai risultati della visita digito-rettale e alla valutazione della familiarità per tumore alla prostata, consentono di individuare la percentuale di rischio di avere un carcinoma aggressivo prima di eseguire una biopsia e servono perciò a decidere se sottoporre o meno il paziente al test più invasivo.”

Secondo quanto spiega ancora il Professor Mirone, il test non è stato ancora validato per l’uso su vasta scala, ma si ritiene che possa aiutare a superare i limiti dell’analisi del solo PSA totale e a individuare con maggior chiarezza se il tumore c’è e soprattutto se sia o meno aggressivo. Riconoscere tempestivamente i più pericolosi serve a trattarli con più incisività. In attesa di un utilizzo su più ampia scala del test 4K Score, gli urologi hanno ricordato l’importanza del test per il PSA sottolineando che non è solo un marcatore utile per individuare il tumore alla prostata, ma anche un indicatore dell’ipertrofia prostatica benigna.

L’importanza della prevenzione è comunque sempre fondamentale e: “Prevede –conclude Mirone- una valutazione del PSA di base, seguita da test ripetuti con una periodicità decisa sulla base delle caratteristiche del singolo soggetto. Il primo test è consigliabile attorno ai 40 anni per chi ha avuto un padre o un fratello con tumore, si può ritardare a circa 50 anni se non c’è familiarità per il carcinoma prostatico.”

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