Psoriasi, in arrivo un nuovo farmaco biologico in grado di neutralizzare la malattia

Nuove cure contro la psoriasi, in arrivo un nuovo farmaco biologico in grado di neutralizzare la malattia che oggi interessa circa il 4% della popolazione italiana. “Si tratta di farmaci più specifici, dotati di maggiore efficacia e meno effetti indesiderati” sottolinea Gianfranco Altomare, ordinario di dermatologia all’Università degli Studi di Milano e responsabile del reparto di dermatologia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi “Gruppo Ospedaliero San Donato” che ha da poco presieduto il congresso della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), in cui si è fatto il punto sulle nuove prospettive di trattamento della psoriasi.

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, cronica e recidivante. Non è infettiva, né contagiosa, colpisce più di 150 milioni di persone al mondo, in Italia ne sono colpite circa 2 milioni e mezzo. Il 29 Ottobre si celebra in tutto il mondo, come ogni anno, la Giornata Mondiale della Psoriasi, dedicata alle persone affette da psoriasi e artrite psoriasica. L’ADIPSO ( Associazione per la difesa degli psoriasi), per questo evento, organizza l’allestimento di Gazebo nelle maggiori Piazze italiane dove vengono accolti i pazienti bisognosi di informazioni sulla patologia, sui Centri di riferimento e i suoi sistemi di cura. I volontari dell’Associazione si avvalgono del supporto di medici specialisti, anch’essi volontari, che dispensano notizie e aggiornamenti sulla malattia.

Uno degli aspetti sociali più negativi che la psoriasi può provocare in un malato è il fenomeno della stigmatizzazione. Lo stigma è un marchio che porta inevitabilmente alla discriminazione sociale. Sguardi fissi, esitazioni, atteggiamenti e comportamenti anomali degli altri condizionano negativamente la vita di relazione e quindi influiscono sull’identità sociale. Lo stigma porta come conseguenza la diminuzione dell’autostima e di conseguenza la persona con psoriasi diventa più vulnerabile emotivamente e più soggetta ad ansia, depressione e stress, che, come è noto, sono legate all’aggravamento della patologia. Inoltre lo stato di ansia o depressione può portare a un aumento dell’uso di alcool, con tutte le note gravi conseguenze per la salute e la vita personale e lavorativa della persona.

La discriminazione sociale, conseguente allo stigma, condiziona la vita quotidiana della persone: negli ambienti di lavoro, a scuola, in palestra, in piscina, al mare, dal parrucchiere, chi è affetto da psoriasi spesso viene isolato o guardato con diffidenza. Lo stigma, di conseguenza, obbliga molte persone a nascondere la loro psoriasi, influenzando la scelta dell’abbigliamento (maniche lunghe e pantaloni anche in estate) e persino le loro scelte sociali, portandole a evitare incontri o di frequentare luoghi pubblici. E’ importante, perciò, offrire al malato delle strategie idonee che portino a rafforzare la sua autostima, per affrontare con forza lo stigma percepito e la conseguente discriminazione sociale.

In arrivo un nuovo farmaco biologico, un anticorpo monoclonale chiamato secukinumab, in grado di neutralizzare selettivamente l’interleuchina 17A (IL-17A), una proteina che si è scoperto avere un ruolo chiave nello sviluppo della psoriasi. “Nelle sperimentazioni cliniche questo farmaco ha mostrato risultati eccezionali, portando alla completa scomparsa della malattia in oltre il 50% dei casi” afferma Gianfranco Altomare. La sua efficacia sembra inoltre mantenersi nel tempo, con effetti collaterali minimi e tempi di somministrazione “comodi” per i pazienti, caratterizzati da un’iniezione alla settimana per le prime quattro settimane e da un’iniezione al mese per il periodo successivo.

Gravidanza e Psoriasi. La psoriasi non incide sulla possibilità di avere un figlio e di portare a termine senza problemi la gravidanza. Non si può definire, ovviamente, cosa avviene in ogni singolo caso, ma le statistiche dicono che la psoriasi regredisce durante la gestazione per poi ripresentarsi in genere nei mesi successivi al parto. Prima di assumere un farmaco, consultare sempre il ginecologo e il dermatologo poiché possono creare durante la gravidanza problemi all’embrione e allo sviluppo fetale.

Bambini e Giovani affetti da Psoriasi. I giovani e i bambini sono una categoria di persone che sentono maggiormente il problema, perchè vengono sottoposti quotidianamente a continui confronti a scuola, al mare, in piscina, nelle palestre con i loro coetanei e possono avere la sensazione che ci sia in loro qual cosa che non va e per questo motivo esigono maggiore rassicurazione rispetto ad altri. Comunque facciamo attenzione a non essere troppo premurosi con loro e non facciamoli sentire diversi dai loro amici o da eventuali fratelli e sorelle.

Se pensiamo che un giovane possa essere preoccupato o infelice incoraggiamolo a parlare magari con un amico. Alcuni bambini possono trovare più facile parlare con amici o consulenti; in ultima analisi consigliamo loro a rivolgersi all’ Associazione dei malati dove troverà sicuramente consigli utili su come aprirsi e il supporto idoneo per alleviare il loro disagio. I più piccoli riescono ad esternare meglio le proprie sensazioni, disegnando per esempio o perché no parlando a un animale domestico o a un amico invisibile; stimoliamoli in questo senso e rassicuriamoli che ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltarli e ad aiutarli nel momento del bisogno.

I giovani hanno bisogno continuamente di essere rincuorati e sostenuti con la piena collaborazione del dermatologo e dei genitori per trovare insieme il trattamento che possa meglio giovare loro e che sia più adatto allo stile di vita che conducono. I giovani devono essere spronati a raccontare cosa provano, cosa preferiscono e che cosa non piace loro delle terapie, insegnamo loro a non smettere mai di sperare.

Alimentazione e Psoriasi. I rapporti tra psoriasi e alimentazione sono stati oggetto negli anni di frequenti controversie, alcune scuole di pensiero ritengono che non sia determinante la dieta alimentare. Altre, invece, come quella del Dott.Pagano, chiropratico statunitense, ritengono che esistono cibi che provocano una reazione tossica iper-acida nel corpo.

Recenti studi hanno messo in evidenza una relazione tra BMI (indice di massa corporea) e psoriasi e suggerito l’effetto protettivo di una dieta povera di grassi animali e ricca di frutta e verdura. Sebbene, poi, una dieta corretta non influisca direttamente sulla comparsa o meno della patologia psoriasica, essa è importante per il mantenimento delle buone condizioni di salute e contribuisce a diminuire i momenti di riacutizzazione. L’assunzione di alcuni alimenti può addirittura aggravare la malattia o esserne elemento scatenante, come, al contrario, una dieta vegetariana con pochi grassi e poche proteine può determinare dei miglioramenti.

Tenuto conto che ogni malato di psoriasi reagisce in modo diverso e può sviluppare un’ipersensibilità verso un alimento piuttosto che un altro, chi è affetto da questa patologia dovrebbe comunque eliminare o ridurre drasticamente gli alimenti iper-calorici, quali carni rosse, insaccati, fritti, formaggi stagionati, uova, burro, sale, pepe, latte e derivati, zucchero, l’alcool e i superalcolici. Al contrario dovrebbe privilegiare pane integrale, pasta, riso, legumi, verdura, frutta e pesce, ricco di acidi grassi insaturi omega-3. Esistono comunque norme comportamentali di base alle quali il malato di psoriasi dovrebbe attenersi come quella di non assumere bevande alcoliche in genere, tutti i superalcolici e quella di non fumare, poiché abusi di alcool e fumo sono fra i fattori scatenanti il riacutizzarsi della malattia.

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