Salute: campagna vaccinazione per l’influenza parte dal Lazio poi in tutta Italia

Influenza più aggressiva rispetto agli altri anni, secondo gli esperti saranno trai 6 e i 7 milioni gli italiani costretti a letto per l’influenza stagionale 2016, nel 2015 sono stati 5 milioni. È partita la campagna di vaccinazione dalla regione Lazio, dopo la Lombardia ed entro i primi giorni di novembre sarà estesa a tutte le altre regioni italiane.

Si torna a parlare di influenza, questa volta della campagna di vaccinazioni iniziata dalla regione Lazio. I medici stanno mettendo in guardia dall’aggressività dell’influenza stagionale e consigliano fortemente la vaccinazione. Il motivo per cui la vaccinazione viene consigliata ancor più degli altri anni è la presenza di un nuovo ceppo di influenza e di altri noti, ma mutati geneticamente.

Il nuovo  ceppo A/H3I è affiancato dai virus mutati già noti: A/Hong Kong e B/Brisbane. Questi rischiano di mettere a letto tra i sei e i sette milioni di italiani, contro i 5 milioni della scorsa stagione, colpendo anche soggetti sani di età compresa tra i 50 e i 60 anni generalmente non considerati a rischio. Ceppi mutati significa immunità bassa e di conseguenza una maggiore diffusione.

Questi sono i motivi per cui la vaccinazione quest’anno è più che mai importante non solo per le categorie a rischio, anche per tutti gli altri. Più sono i vaccinati e minore è la probabilità del contagio secondo quello che viene definito “effetto gregge”, viceversa si avrà una maggiore diffusione dell’influenza. Bisogna tenere in considerazione che il vaccino attiva la sua efficacia un paio di settimane dopo la somministrazione è bene vaccinarsi appena possibile nella propria regione perché non è noto quando ci sarà il picco influenzale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia che il vaccino abbia una copertura di almeno il 75 per cento della popolazione, in Italia siamo molto lontani da questa cifra con un calo ingiustificato negli ultimi anni. Nel 2015 si sono vaccinati solo il 49 per cento degli ultra sessantacinquenni, soggetti a rischio le cui complicanze da un’influenza aggressiva come quella di quest’anno può essere addirittura mortale.

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