Sbadiglio misura di intelligenza nei mammiferi

Più è lungo lo sbadiglio e più si è intelligenti, questa è l’idea che si sono fatti i ricercatori dopo aver analizzato 205 sbadigli di 24 specie diverse. La durata dello sbadiglio prevede il peso del cervello e il numero di neuroni corticali nei mammiferi secondo una ricerca della State University of New York a Oneonta.

Il motivo per cui si sbadiglia è ancora poco chiaro come lo è il motivo per cui sia così contagioso. Secondo uno studio dell’Università di Pisa il contagio dello sbadiglio è associato al legame empatico tra le persone, maggiore è l’empatia più è facile che si sbadigli di riflesso. Il comportamento è massimo nei parenti stretti, diminuisce negli amici, ancora meno nei conoscenti e raggiunge il minimo negli sconosciuti.

Secondo alcuni studiosi, sbadigliare è un fenomeno associato alla noia, la fame, lo stress, la stanchezza e non da una mancanza di ossigeno, come ipotizzato da altri, perché l’atto dello sbadiglio in sé riduce sensibilmente la quantità di ossigeno immessa nei polmoni tramite il normale processo respiratorio.

Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Biology Letters, tra gli autori Andrew Gallup, uno dei massimi esperti mondiali di sbadigli, l’intelligenza delle varie specie dipende dalla durata dello sbadiglio. Il motivo sarebbe da ricercare nella termoregolazione del cervello per questo nei primati, tra cui anche l’uomo, sono molto più lunghi che in altri animali.

Lo stesso Gallup in una ricerca di qualche anno fa aveva anche trovato un legame tra la temperatura esterna e il numero di sbadigli. In estate il numero aumenta rispetto a quanto, invece, avviene in inverno. Il modello di azione dello sbadiglio promuove l’eccitazione corticale e il cambiamento dello stato attraverso una maggiore circolazione intracranica e il raffreddamento del cervello.

La grandezza di questa risposta probabilmente corrisponde al grado di cambiamento neurofisiologico, la variazione nella durata dello sbadiglio sarebbe correlata con le differenze neurologiche sottostanti. Sia la media che la variazione della durata dello sbadiglio sono predittori del peso del cervello dei mammiferi e il numero di neuroni corticali. Coerentemente con questi effetti, i primati tendono a sbadigli più lunghi rispetto ad altri mammiferi.

Lo sbadiglio è controllato da diversi neurotrasmettitori e neuropeptidi ed è stato collegato con numerose malattie neurologiche e condizioni cliniche. Nonostante le potenziali applicazioni degli studi, le differenze negli sbadigli come marcatore dei processi neurali non è ancora stata completamente esplorata.

Un’altra misura di variabilità che potrebbe facilmente essere catalogata tra le specie è la durata degli sbadigli. Anche se la ricerca ha esaminato la durata media dello sbadiglio nell’uomo (circa. 6 s) questa variabile non è stata utilizzata in studi di animali non umani.

È ipotizzabile che gli individui che sbadigliano spalancando di più la bocca siano dotati di più materia grigia rispetto ai loro simili. Da qui la maggiore intelligenza, ma serviranno altri studi per confermare questa ipotesi“, spiega Andrew Gallup in relazione alle differenze tra gli sbadigli di individui della stessa specie.

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