Stefanò va giù duro: pronta l’ordinanza per chiudere l’Ilva

Ippazio Stefanò, Il sindaco di Taranto, va giù duro:”Qualora fossero confermati i dati allarmanti sullo stato di salute della popolazione, non posso far altro che difendere la salute dei cittadini e fermare lo stabilimento”. Lo studio epidemiologico realizzato dalla Regione Puglia segnala un boom di tumori in città legato strettamente alla produzione del siderurgico: più Ilva produce, più le persone si ammalano e muoiono di tumori e malattie cardiovascolari.

“La Regione fa bene – dichiara il primo cittadino – perché democrazia è partecipazione, ma non funziona soltanto in maniera unilaterale: la Regione deve anche considerare il Comune”. Già in passato il primo cittadino aveva tentato la strada dell’ordinanza urgente. Nel 2010 ordinò all’Ilva dei Riva di ridurre le emissioni di benzopirene entro 30 giorni, ma poco dopo il Tar di Lecce accolse il ricorso di Ilva annullando il provvedimento. “Sono pronto a farne un’altra, poi faranno ricorso alla magistratura amministrativa: è un loro diritto”, conclude Stefàno.

L’allarme lanciato ieri dal governatore Michele Emiliano riguarda soprattutto i bambini: tra quelli in età 0-14 anni lo studio del Centro regionale Salute e ambiente rileva eccessi di ricoveri importanti per patologie respiratorie del 26 per cento al quartiere Paolo VI e del 24 per cento al quartiere Tamburi. “Sono dati inquietanti, li conosciamo soltanto oggi nonostante a quanto pare fossero pronti da mesi. Ma da sempre chiediamo il parere di una autorità al di sopra delle parti, un organo tecnico che avalli scientificamente quei dati – spiega il sindaco – perché l’anidride solforosa, per esempio, non la produce soltanto l’Ilva”.

Lo studio è stato realizzato nell’ambito delle attività del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia, in collaborazione con il dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, della Asl di Taranto, di Arpa Puglia e di Ares Puglia. Il campione in studio è costituita dalle 321.356 persone residenti tra il 1 gennaio 1998 ed il 31 dicembre 2010 nei comuni di Taranto, Massafra e Statte. Tutti i soggetti sono stati seguiti fino al 31 dicembre 2014, ovvero fino alla data di morte o di emigrazione. Ad ogni individuo, sulla base dell’indirizzo di residenza, sono stati attribuiti gli indicatori della esposizione alla fonte di inquinamento presente nell’area utilizzando i risultati di modelli di dispersione in atmosfera degli inquinanti scelti come traccianti (Pm10 ed So2, ovvero polveri sottili e anidride solforosa).

La complessa indagine medico-statistica conferma i dati sin qui emersi sul rischio salute per gli abitanti dei quartieri a ridosso dell’acciaieria, rispetto a chi vive in zone della città meno esposte agli effetti di polveri sottili Pm10 e anidride solforosa con un andamento che coincide con il calo o la crescita della produttività dell’impianto dal 1965 ai giorni nostri (+24% ricoveri per malattie respiratorie dei bambini residenti nel quartiere Tamburi, +26% nel quartiere Paolo VI, inoltre l’esposizione alle polveri industriali è ritenuta responsabile di un +4% di mortalità, in particolare +5% mortalità per tumore polmonare, +10% per infarto del miocardio).

Condividi questo articolo: 


AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie