Tumore al seno: prevenire è meglio perché prevenire aiuta a guarire

Quello al seno resta il tumore più diffuso tra le donne, ma ad esserne colpite sono sempre più spesso le giovani. Ben il 30% delle diagnosi infatti riguarda donne under 50, età al di sotto della quale però, non è previsto nessun programma di screening dal Servizio Sanitario Nazionale.

Il tumore alla mammella resta la prima causa di morte per cancro fra le donne. Fra le giovani adulte, dai 35 ai 50 anni, la sua incidenza è aumentata del 30% circa. Questa è una fascia d’età esclusa dal programma di screening nazionale pensato invece per le donne fra i 50 e i 69 anni di età. La stima per il nuovo anno è di 50mila nuove diagnosi di tumore al seno. La buona notizia, in ogni caso, è che il tasso di guarigione per questa neoplasia è intorno all’80-85%, fa sapere la LILT.

Come ogni anno l’iniziativa volta a sensibilizzare le donne, sin dalla giovanissima età, torna in tutta Italia ad ottobre, il mese della prevenzione senologica. In Lombardia tra le associazioni che terranno le redini dell’iniziativa ci sarà anche la sezione provinciale di Milano della LILT presieduta dal dottor Marco Alloisio, responsabile della Chirurgia Toracica dell’ospedale Humanitas. Come lo scorso anno i rappresentanti dell’associazione saranno presenti nelle infermerie universitarie dei principali atenei milanesi per offrire alle studentesse visite gratuite al seno e fornire consigli sui corretti stili di vita.

Incidenza di tumore al seno in aumento in under 40 “Al Nord, in particolare in Lombardia, dove la partecipazione della popolazione invitata allo screening è piuttosto alta, l’incidenza di tumore al seno è in aumento per via dell’anticipazione diagnostica”, spiega il dottor Alloisio. “Tuttavia – continua – vengono diagnosticati tumori di dimensioni sempre più piccole, di pochi millimetri. Fare screening significa, in moltissimi casi, fare diagnosi precoce e dunque intervenire tempestivamente, con terapie sempre più efficaci e con meno effetti collaterali, tecniche chirurgiche meno invasive, trattamenti sempre più ritagliati sul profilo biologico di ogni singola paziente”.

L’incidenza, come detto, è in aumento nelle fasce d’età che non rientrano nello screening, ovvero prima dei 49 anni e anche nelle under 40: “Come lo scorso anno la LILT entra nelle università per dire alle studentesse di fare prevenzione – ricorda lo specialista. A loro diremo di fare prevenzione primaria e dunque di adottare stili di vita corretti: senza sigarette, con un bassissimo consumo di bevande alcoliche, con diete sane, con la giusta attenzione all’assunzione di ormoni”. “Sensibilizzeremo le giovani donne a fare autopalpazione, a sottoporsi a ecografia sotto i 40 e poi a mammografia in età da screening. Solo in presenza di familiarità o di presenza di mutazioni dei geni BRCA1 e 2 è prevista una sorveglianza più stringente del rischio di tumore mammario”, conclude il dottor Alloisio.

#Fatelevedere: anche l’ospedale Humanitas si tinge di rosa. Da oggi a venerdì è possibile visitare la mostra itinerante #Fatelevedere con cui sensibilizzare le donne alla prevenzione primaria e secondaria. Un invito a fare autopalpazione, a farsi visitare e a sottoporsi agli esami di routine. Semplicemente un invito con cui poter affermare, finalmente, “io faccio prevenzione”. La mostra è organizzata da LILT Milano. La testimonial della XXIV edizione della campagna “LILT for Women  – Campagna Nastro Rosa 2016”, è la showgirl Elisabetta Gregoraci, che ha offerto gratuitamente la sua immagine e la sua opera per rendere sempre più consapevoli le donne su prevenzione e diagnosi precoce dei tumori alla mammella.

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