Tumori: 1 italiano su 20 ha avuto il cancro, 3 milioni i sopravvissuti

Sono 3 milioni i sopravvissuti ad una diagnosi di tumore, pari al 5 per cento della popolazione italiana. Un italiano su 20 è guarito dal cancro oppure ci convive grazie alle nuove terapie che non si limitano più alla sola chemioterapia. Erano due milioni e 244 mila nel 2006, oggi sono oltre tre milioni.

Aumenta la sopravvivenza grazie ad una migliore presa in carico dei pazienti, un’uniformità di trattamento a livello nazionale e all’elaborazione di una strategia per far fronte alle rivoluzioni terapeutiche oncologiche, anche attraverso un fondo speciale per i farmaci oncologici innovativi.

È un vero e proprio esercito di persone con necessità particolari che variano a seconda della situazione del singolo individuo, dell’età, del tipo di patologia. Non devono essere lasciati soli e hanno diritto, insieme alle loro famiglie, a raggiungere un benessere psico-fisico” secondo Paolo Tralongo, coordinatore della Rete di Assistenza Oncologica di Siracusa (RAO), città dove si è tenuta a fine settembre la Conferenza Europea sui Pazienti oncologici Guariti e Cronici.

La costante crescita di chi riesce a guarire o a convivere con una diagnosi di tumore deve essere accompagnata  da un’assistenza adatta a ciascuna particolare esigenza. Se chi guarisce dal cancro ha le stesse aspettative di vita dei propri coetanei chi deve convivere con una malattia tanto grave ha bisogno di cure continue e a lungo termine. Proprio le cure possono essere tossiche, può ricomparire il cancro, possono insorgere malattie in concomitanza.

Tra le varie problematiche non vanno poi sottovalutate quelle meno gravi come la stanchezza cronica e sempre più alta è l’attenzione anche sul tipo di regime alimentare, il malato o il guarito, devono seguire. Occorre tenere conto dei “bisogni dei pazienti, per rivedere le opzioni di trattamento attuali ed emergenti, la gestione degli effetti collaterali e di promuovere la riabilitazione fisica e psicosociale” continua Tralongo.

Anche i guariti hanno esigenze particolari legate all’aspetto prettamente psicologico di godere a pieno della propria condizione, dai rapporti di tipo sociale a quelli di tipo lavorativo. La vita dopo il cancro ha effetti sui pazienti a cui è stato diagnosticato e sui familiari degli stessi. “Le cure ai sopravvissuti sono in pratica una nuova branca dell’oncologia” afferma Antonella Surbone, oncologa e docente alla New York University Medical School.

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