Un bambino su 5 cinque cresce in casa con genitori che fumano

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha dato grande rilevanza agli effetti del fumo ambientale o passivo sulla salute del bambino ed è in continua crescita la convinzione dell’opinione pubblica che genitori fumatori o ambienti contaminati dal fumo possano nuocere al sano sviluppo dei minori. Un bambino su 5 cinque, in Italia, cresce in una casa in cui i genitori fumano e questo aumenta del 43% il rischio di asma e rende i piccoli più esposti al rischio di fumare a loro volta e di iniziare prima. Inoltre, gli adolescenti fumatori fanno fatica a dire addio alle sigarette e solo il 6% riesce a smettere da solo, mentre la grande maggioranza va avanti per altri 16-20 anni. Sono alcuni dei dati emersi in occasione del 20/mo congresso nazionale della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri) che si apre oggi a Roma e vede riuniti oltre 500 pediatri specialisti da tutta Italia per fare il punto sulla salute dei giovanissimi.

Studi eseguiti in Italia hanno dimostrato che il 52% dei bambini nel secondo anno di vita è abitualmente esposto al fumo passivo. Il 38% degli esposti ha almeno un genitore che fuma in casa. Dati ISTAT, riguardo l’esposizione al fumo nelle famiglie italiane, riportano che il 49% dei neonati e dei bambini fino a 5 anni hanno almeno un genitore fumatore e il 12% hanno entrambi i genitori fumatori. Circa un neonato su 5 ha una madre fumatrice.

GLI EFFETTI DEL FUMO PASSIVO. “L’esposizione passiva al fumo – spiega Renato Cutrera, presidente Simri e Direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma – aumenta del 43% il rischio di asma, una malattia in crescita che colpisce il 10% degli italiani con meno di 14 anni”. Le oltre 4.000 sostanze nocive sprigionate delle “bionde” possono infatti attaccare le vie respiratorie superiori, fino ad arrivare anche profondamente nei polmoni, bronchioli e alveoli. “Le politiche attuate finora – prosegue – hanno avuto effetto, ma abbiamo ancora uno zoccolo duro di fumatori che non vanno demonizzati ma aiutati, ovvero indirizzati nei centri antifumo.

Il modo migliore per farlo è invitarli nel momento in cui fanno visitare il proprio figlio”. Sono i pediatri, quindi, che dovrebbero aiutare gli pneumologi, consegnando all’adulto la consapevolezza che i figli di fumatori sono portati a fumare e più soggetti ai rischi per la salute che questo comporta. “Ancora un italiano su due, infatti, – specifica Cutrera – ammette di accendersi una sigaretta in presenza di minorenni”. Se il fumo passivo respirato in casa fa male, “giocare all’aperto invece aiuta”, spiega Giorgio Piacentini Responsabile della Broncopneumologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. “Non solo perché la luce solare aiuta l’assorbimento di vitamina D e perché all’aperto circolano meno batteri e meno virus, ma anche perché spinge a muoversi e questo aiuta le vie respiratorie: chi fa più sport ha effetto protettivo sull’insorgere dell’asma”.

L’analisi dell’OMS su oltre 40 studi inerenti sull’effetto del fumo dei genitori sulle malattie delle basse vie respiratorie ha evidenziato che esiste un rischio del 70% del verificarsi di malattie delle basse vie respiratorie in figli di madri fumatrici rispetto a figli di madri non fumatrici. Si è riscontrato, inoltre, che in età scolare i bambini hanno un maggior rischio di presentare asma, respiro sibilante, tosse secca e/o catarrale se uno dei due genitori fuma rispetto ai bambini i cui genitori non fumano.

Il fumo di tabacco causa ogni anno circa 6.000.000 di morti, sia per uso diretto che per esposizione di seconda mano; nei Paesi Europei rappresenta la maggiore causa di morte prevenibile. L’Europa detiene il triste primato del maggior numero di adulti fumatori tra i Paesi aderenti al WHO, con il 41% di uomini e il 22% di donne, percentuale in aumento e decisamente superiore ad altri continenti. A causa dell’enorme costo umano, sociale ed economico, le Autorità hanno cercato un modo per regolare la produzione, la vendita e l’uso del tabacco.

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