Vaccini: sotto la soglia di sicurezza, effetto gregge a rischio

In Italia calano le vaccinazioni, in particolare per morbillo e rosolia, scese al di sotto del 95 per cento limite minimo imposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I bambini nati nel 2013 sono quelli maggiormente a rischio perché la percentuale dei vaccinati è al di sotto della cosiddetta “immunità di gregge” che consente di proteggere anche chi non può vaccinarsi per questioni di salute.

La situazione delle vaccinazioni nel nostro Paese non è rosea, in continua diminuzione per diverse patologie secondo quando riportato dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute in riferimento ai nati nel 2013. Il pino vaccinale prevede una serie di vaccini obbligatori e altri raccomandati, per entrambi la situazione è analogamente in caduta rispetto agli anni precedenti.

Il motivo è presto detto. La convinzione, secondo alcuni, che esista una correlazione tra la vaccinazione e l’insorgenza di malattie quali l’autismo. Dunque, la paura per la salute dei propri figli porta i genitori a non vaccinarli, ma in questo modo si innesca un circolo vizioso il cui risultato è proprio quello di mettere in serio pericolo la vita della prole.

L’OMS ha definito i vaccini la più grande scoperta medica dell’umanità. La vaccinazione rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della Sanità Pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive. I vaccini hanno cambiato la storia della medicina e si sono affermati come strumento fondamentale per la riduzione della mortalità e morbosità, modificando profondamente l’epidemiologia delle malattie infettive.

L’impiego dello strumento vaccinale ha portato alla scomparsa del Vaiolo – dichiarato, dall’OMS, eradicato l’8 maggio 1980 –  e della Poliomielite – eliminata nella Regione Europea dal Giugno 2002. In Italia, le malattie per le quali sono state condotte vaccinazioni di massa sono pressoché eliminate (Difterite, Poliomielite) o ridotte ad un’incidenza molto bassa (Tetano, Epatite B, Haemophilus influenzae tipo b); per altre malattie, tipiche dell’infanzia, si è pervenuti ad una veloce e costante diminuzione dell’incidenza grazie all’aumento delle coperture vaccinali (Pertosse, Morbillo, Rosolia, Parotite).

Le coperture vaccinali nazionali a 24 mesi, per il 2015, confermano un andamento in diminuzione in quasi tutte le Regioni e Province Autonome. Fanno eccezione le vaccinazioni contro pneumococco e meningococco che, nei due anni precedenti, avevano registrato bassi valori in alcune realtà.

Secondo i dati forniti dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria: le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertossica, anti-polio, anti-Hib e anti-epatite B), impiegato nei neonati per il ciclo di base, dal 2013 sono in progressivo calo con il rischio di focolai epidemici di grosse dimensioni per malattie attualmente sotto controllo e, addirittura, ricomparsa di malattie non più circolanti nel nostro Paese.

In particolare, nel 2015 la copertura vaccinale media contro polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib è stata del 93,4% (94,7%, 95,7%, 96,1 rispettivamente nel 2014, 2013 e 2012). Sebbene esistano importanti differenze tra le regioni, solo 6 superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 11 sono sotto il 94%.

A preoccupare il Ministero della Salute sono soprattutto morbillo e rosolia passati dal 90,4% nel 2013 all’85,3% nel 2015. Oltre alla pericolosità delle malattie in questione per i bambini mettono il nostro Paese in prima linea sul fallimento dell’eliminazione delle malattie messo in essere dal 2003 con il Piano globale ad opera dell’OMS.

I dati relativi alla vaccinazione a 36 mesi per l’anno 2015 fornisce il numero di bambini recuperati, seppure in ritardo. L’effettuazione delle vaccinazioni in ritardo, espone questi bambini ad un inutile rischio di malattie infettive che possono essere anche gravi. Molte le malattie ancore endemiche come morbillo, rosolia e pertosse a cui i non vaccinati sono esposti anche nel caso dei “ritardatari” recuperati.

Il futuro Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, che avrà un’offerta vaccinale più ampia, fornirà una base più solida per una maggiore uniformità dell’offerta vaccinale nel Paese. Bisogna vaccinare i bambini senza farsi influenzare da false informazioni sulle correlazioni tra i vaccini e malattie di vario genere.

Condividi questo articolo: 


AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie