Virus “tristeza”: in Sicilia 45mila ettari di agrumeti infestati dal virus, Cia: situazione esplosiva

La malattia (l’appellativo Tristeza deriva dallo spagnolo, in quanto diffusa a partire dal 1930 in Sud America), è veicolata da alcune specie di afidi (Toxoptera citricidus) o tramite innesto, e prende il nome dall’aspetto indebolito e ingiallito che attribuisce agli alberi. Si stima che in Sicilia, regione che copre da sola circa il 13 per cento della produzione nazionale, sia stato infettato “Quarantacinquemila ettari coltivati ad agrumeti: tra un paio di anni l’intera produzione è destinata a scomparire.

Alle imprese servono aiuti economici per la riconversione ma, soprattutto, materiale vegetale sano. Ai tavoli tecnici convocati da Regione e Ministero chiederemo maggiori controlli e prevenzione contro i nuovi viroidi”. A lanciare l’allarme è la Cia Catania, nel corso dell’incontro che si è tenuto al Dipartimento di Agraria dell’Università cittadina.

“Oggi si parla di ipotetica evoluzione del virus ‘tristeza’, una mutazione che andrebbe a colpire agrumeti che sono, per la verità, ormai, quasi del tutto spariti -ha spiegato il responsabile del settore agrumicolo Vito Amantia, componente del consiglio della Cia etnea-. Noi dobbiamo tutelare i nostri agrumeti dai nuovi viroidi già presenti, che attaccano i portinnesto tolleranti alla ‘tristeza’”.

“La Sicilia orientale è stata colpita quasi interamente dalla malattia, giunta a uno stadio molto avanzato, e tra un anno, al massimo due, l’intera produzione rischia di sparire -ha continuato-. Ci sono 70 mila ettari dedicati all’agrumicoltura, di questi 15 mila ettari sono coltivati a limoni, gli altri ad agrumi arancia amara, e fatta eccezione per i 10 mila ettari trasformati dalle imprese, i restanti 45 mila ettari di agrumeti sono in ginocchio”.

“Questa situazione è una bomba atomica e di questo si dovrebbe occupare oggi la comunità scientifica. La Cia Catania ha già pronto un documento che porterà sia all’assessore Cracolici che al ministro Martina -ha concluso Amantia- nel corso dell’incontro già fissato per il prossimo 20 ottobre in cui si dovrebbe discutere del Piano nazionale agrumicoltura”.

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