Visite e farmaci in ospedali e Asl: disagi per il 40% dei pazienti

Liste d’attesa troppo lunghe per i controlli dopo un ricovero, un’odissea avere in tempi brevi i medicinali per la terapia: per 4 pazienti italiani su dieci avere rapporti con un ospedale o una Asl territoriale per gestire la propria malattia è fonte di disagi e difficoltà. Così il 67% dei cittadini e ben il 75% (3 su 4) di coloro che hanno ha già un problema di salute accoglierebbe con sollievo il passaggio alla farmacia del territorio di molti dei servizi gestiti da Asl e ospedali, prima fra tutte la distribuzione dei medicinali erogati finora solo in ospedale. Lo rivela un’indagine Datanalysis, presentata al convegno organizzato da Federfarma a Napoli, su 2.000 cittadini e 500 persone con patologie croniche come diabete di tipo 2, artrite reumatoide, broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Un italiano su quattro vorrebbe trovare in farmacia anche altri servizi, come una gestione integrata con ospedale e medico di famiglia, l’assistenza ad anziani, disabili e pazienti con malattie croniche, l’accesso a servizi infermieristici e fisioterapici, la possibilità di prenotare visite ed esami. La farmacia si conferma perciò un punto di riferimento essenziale, tanto che uno su tre vorrebbe un canale di comunicazione più facile e diretto, magari attraverso i social media o whatsapp.

Pensiamo alle difficoltà di chi vive a chilometri e chilometri dall’ospedale di riferimento o ai costi, sociali ed economici, delle ore di lavoro perse quando ci si deve assentare per mezza giornata per recarsi nei centri di distribuzione a ritirare i farmaci – aggiunge Antonello Mirone, presidente di Federfarma servizi – La farmacia territoriale non può ridursi a vendere solo medicinali con il brevetto scaduto, ha le capacità per seguire la somministrazione di prodotti più innovativi per cui sia già stato valutato il rapporto costo/beneficio. La farmacia del domani, proprio in risposta ai bisogni dei pazienti, dovrà essere un centro di erogazione di molteplici servizi in campo sanitario”.

 

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