Apple: iPhone Made in USA, così vorrebbe Trump

Apple potrebbe portare la produzione degli iPhone negli Stati Uniti, ad influenzare questa scelta è il neo eletto presidente Donald Trump che durante la campagna elettorale ha chiaramente chiesto ai vertici di Cupertino di portare in patria la produzione. A Foxconn e Pegatron è arrivata la richiesta della società californiana, ma i costi raddoppierebbero.

Gli effetti dell’elezione quasi a sorpresa di Donald Trump iniziano a farsi sentire. Il presidente no global le spara anche grosse per dare credito alle parole dette in campagna elettorale. Tramite Twitter fa sapere che Bill Ford gli ha assicurato che non trasferirà in Messico la fabbrica delle “Lincoln” dal Kentucky. Ma l’azienda di auto non sembra avere tale intenzione visto che ha da poco aperto altre due fabbriche in Messico per una spesa complessiva di 4 miliardi di dollari.

Apple ha chiesto alle fabbriche che producono i suoi dispositivi in Cina se uno spostamento della linea negli USA sarebbe fattibile, Pegatron ha già declinato l’offerta e Foxconn sembra stia ancora valutando la possibilità da quanto si apprende da Nikkei Asian Review. L’ipotesi che nel prossimo futuro si possano avere “iPhone made in USA” è davvero remota, il motivo principale sono i costi che secondo gli analisti aumenterebbero più del doppio con ricadute sul prezzo finale per i consumatori.

A questo punto le possibilità sono due: Apple sposta la produzione negli USA e aumenta, di molto, il prezzo degli iPhone oppure lascia tutto com’è e nulla cambia. Nella prima ipotesi l’azienda di Cupertino vedrà un calo drastico nelle vendite perché il DNA dell’azienda è quello di massimizzare i profitti e un iPhone che costi quasi il doppio potrebbe perdere molto del suo appeal. Nel secondo caso potrebbero esserci ripercussioni dalla Casa Bianca?

Le aziende della Silicon Valley erano contrarie all’elezione di Trump, ma anche le altre aziende che hanno delocalizzato la produzione non sono da meno e sono davvero tante. Quelle che producono, ad esempio, auto in Messico e anche le altre straniere (giapponesi, tedesche, italiane) sono altrettanto preoccupate che i loro investimenti possano andare in fumo per le azioni del neo-presidente.

Trump non si è ancora insediato e le “guerre” interne sono già iniziate. Il personaggio non sembra di quelli da fare passi indietro, ma, si spera, deve anche rendersi conto che le convinzioni possono essere sbagliate e che la situazione attuale è quella che mantiene l’economia americana al primo posto nel mondo. E non dimentichiamo che un errore di valutazione del presidente USA ha effetti negativi su tutto il mondo, Europa e Italia comprese. Dunque, l’iPhone verrà prodotto negli Stati Uniti? Molto probabilmente no.

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