Arriva l’algoritmo per la terapia dell’osteoporosi, una malattia di rilevanza sociale

Un nuovo algoritmo dell’AIFA dedicato al trattamento dell’osteoporosi e realizzato in collaborazione con le Società Scientifiche SIOMMMS e SIR. Interverranno il Presidente AIFA, Mario Melazzini, il presidente della Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), Claudio Marcocci e per la Società Italiana di Reumatologia (SIR), Maurizio Rossini. Si stima che oggi in Italia siano affetti da osteoporosi almeno 3 milioni di donne e quasi 1 milione di uomini.

L’osteoporosi è quindi una patologia diffusa e la sua incidenza è destinata a crescere con l’invecchiamento demografico, aumentando il rischio di fratture nella popolazione anziana e i relativi costi umani e sociali. Nella popolazione italiana con oltre 50 anni d’età il numero di fratture di femore in un anno supera le 90.000 e sarebbero più di 500.000 i pazienti con frattura di femore. Fratture vertebrali sono state riscontrate in oltre il 20% dei soggetti con oltre 65 anni d’età di entrambi i sessi. Il costo annuo per le sole fratture di femore è stimato in oltre 1 miliardo di euro; il costo complessivo della gestione delle fratture, compresi i costi per la conseguente disabilità nel lungo termine, era stimato di oltre 7 miliardi nel 2010.

“Le valutazioni del rischio di osteoporosi e dell’opportunità di un trattamento farmacologico sono complesse e importanti quanto la scelta del trattamento più efficace e appropriato”, afferma il presidente Aifa, Mario Melazzini. “Il rapporto OsMed – aggiunge – ha segnalato infatti che molti pazienti ad alto rischio di frattura non sono trattati o lo sono in modo inappropriato; inoltre l’aderenza del paziente è spesso insufficiente. L’obiettivo dell’algoritmo è suggerire, alla luce delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, l’impiego clinico appropriato dei farmaci per il trattamento dell’osteoporosi allo scopo di massimizzare il beneficio clinico per i pazienti”.

L’algoritmo consente una rapida valutazione del rischio di frattura del paziente, l’identificazione dell’opportunità o meno di un trattamento farmacologico, del farmaco più indicato e delle competenze prescrittive (medico di medicina generale o specialista), secondo i criteri della Nota 79 dell’Aifa. Include link per approfondimenti diagnostici o per la corretta interpretazione dei risultati degli esami clinici, secondo le più recenti linee guida nazionali e internazionali delle maggiori società scientifiche competenti.

“L’appropriatezza terapeutica in osteoporosi – aggiunge Claudio Marcocci, presidente Siommms – è un obiettivo che la nostra società scientifica sta perseguendo con diversi partner. In Italia circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini sono affetti da osteoporosi, con un alto costo economico e sociale per la collettività, ma troppo spesso i pazienti non vengono sottoposti a diagnosi, oppure vengono curati in forma non adeguata. Per questo l’algoritmo rappresenta un utile strumento. Un risultato, anche parziale, potrebbe apportare importanti benefici ai pazienti e contenere le spese sanitarie attualmente impiegate per la loro gestione nelle diverse fasi della malattia”.

“Il nuovo algoritmo – conclude Maurizio Rossini, presidente Sir – è uno strumento che consente maggiore applicabilità del trattamento appropriato dell’osteoporosi nella pratica clinica, fornendo un supporto informatico che potrà semplificare il complesso lavoro dei medici. Inoltre consentirà una più corretta e più accurata percezione del rischio da parte del paziente, che potrà contribuire a una maggiore aderenza al trattamento”.

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