Colesterolo alto: ecco la dieta da seguire per tenerlo sotto controllo

Il colesterolo alto è un nemico silenzioso, che spesso si insidia nel nostro organismo in maniera graduale, arrivando a consolidarsi a causa di prassi errate sotto il profilo alimentare, è uno dei principali nemici della salute. Uno studio condotto da ricercatori del St. Michael’s Hospital e pubblicata sul ‘Canadian Medical Association Journal’ evidenzia che il consumo di fagioli, ceci o lenticchie diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari.

John Sievenpiper, fra gli autori dello studio spiega che la maggior parte dei nordamericani dovrebbe più che raddoppiare il suo consumo di questi alimenti, per raggiungere questo obiettivo. Una porzione quotidiana di fagioli, ceci o lenticchie potrebbe contribuire ad abbassare i livelli di colesterolo Ldl di circa il 5 per cento, il che si tradurrebbe in una diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari, la principale causa di morte negli Usa, del 5-6 per cento. Una porzione corrisponde, a circa 130 grammi: i legumi hanno un basso indice glicemico, ossia sono alimenti che vengono scomposti lentamente dall’organismo.

I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.

Un uovo al giorno riduce il rischio di ictus

Mangiare un uovo al giorno riduce il rischio di ictus del 12 per cento e non ha alcun effetto sul cuore e le malattie cardiovascolari. È quanto emerso da uno studio, pubblicato sul Journal of American College of Nutrition, che attraverso una meta-analisi di valutazioni su pazienti, nel periodo tra il 1982 e il 2015, ha verificato le relazioni tra l’assunzione di uova con le malattie coronariche (totale di 276.000 soggetti) e ictus (totale di 308.000 soggetti).

I ricercatori riferiscono che il consumo di un massimo di un uovo al giorno non ha alcuna relazione con le malattie coronariche, mentre è stata verificata una riduzione del 12 per cento del rischio di ictus. Alla guida di questo studio, il Dr. Dominik Alexander della EpidStat Institute, Ann Arbor, Michigan, il quale osserva che il lavoro meccanicistico è necessaria per comprendere la connessione tra il consumo di uova e il rischio di ictus. D’altronde, egli teorizza che, “le uova hanno molti attributi nutrizionali positivi, tra cui antiossidanti, che hanno dimostrato di ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione. Sono anche un’ottima fonte di proteine, che è correlata con l’abbassamento della pressione sanguigna“. Un uovo grande vanta 6 grammi di proteine di alta qualità e antiossidanti come luteina e zeaxantina, presenti all’interno del tuorlo d’uovo, così come le vitamine E, D, e A.

La ricerca di Alexander presta ulteriore supporto alle variazioni della versione 2015 del Dietary Guidelines for Americans che, rompendo con la tradizione, ha eliminato qualunque limite al colesterolo alimentare e ora include il consumo regolare di uova come scelta di proteine magre. Questo studio si basa anche su una meta-analisi condotta nel 2015 in cui il colesterolo nella dieta ha dimostrato di non avere alcuna correlazione con malattie cardiovascolari, tra cui malattia coronarica e ictus.

Questa revisione sistematica e la meta-analisi sottolineano le ricerche precedenti, mostrano la mancanza di una relazione tra le uova e le malattie cardiache e ora suggerisce un possibile effetto benefico di mangiare uova sul rischio di ictus“, Tia M. Rains, PhD, Interim Executive Director of the Egg Nutrition Center, il braccio di ricerca scientifica della American Egg Board.

Attraverso l’American Egg Board (AEB), i produttori di uova degli Stati Uniti si uniscono, in accordo con le autorità di legge, per stabilire, finanziare ed eseguire programmi coordinati, sulla ricerca, l’educazione e la promozione – tutti orientati a incrementare la domanda di uova e ovoprodotti. Le attività di AEB e tutti i programmi sono finanziati dai produttori di uova americani, previa approvazione USDA (United States Department of Agriculture).

Colesterolo: consigli per una salute migliore. Un’alimentazione scorretta e una vita sedentaria aumentano la gravità del quadro di rischio per cuore e arterie. Se è vero che il colesterolo totale può essere anche alto senza destare preoccupazioni eccessive quando c’è una buona componente di colesterolo HDL, è anche vero che il colesterolo LDL è dannoso di per sé, poiché provoca una proliferazione di cellule che possono andare comunque a restringere il lume delle arterie, ovvero lo spazio cavo all’interno dei vasi sanguigni. Per mettersi al riparo dalle malattie dell’apparato cardiocircolatorio è quindi bene abbassare tutti i fattori di rischio cardiovascolare, sia quelli direttamente legati ai livelli di colesterolo, sia quelli legati alle altre abitudini di vita.

La dieta è centrale per migliorare la situazione nella maggior parte dei casi: introdurre pochissimi grassi animali, o eliminarli del tutto, priva il corpo della materia prima per costituire le molecole di colesterolo cattivo. Favorire la creazione di colesterolo buono è sempre una fattore legato alla dieta: grassi non saturi di origine vegetale possono aiutare a produrre più molecole di colesterolo buono in modo da creare molti “spazzini” delle arterie, che vadano a ripulire i vasi sanguigni. Uno stile di vita sedentario inoltre è nemico della nostra salute e rivedere questo aspetto delle nostre abitudini di vita aiuta la salute in generale e va soprattutto ad abbassare il rischio di malattie cardiovascolari, in modo da eliminare più fattori negativi possibili.

Nei casi particolarmente urgenti e gravi, sarà infine il medico a pianificare una terapia farmacologica: esistono infatti dei farmaci in grado di abbassare il livello di colesterolo. Ovviamente, mentre dieta e attività fisica portano benefici sia a livello della colesterolemia sia a livello diffuso per tutto l’organismo, l’assunzione di farmaci porta benefici solo limitatamente al colesterolo e può avere effetti collaterali che vanno a incidere negativamente si altri aspetti della nostra salute.

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