Coop prima catena Palm Free: Ferrero, Nutella prodotta con olio di palma sicuro

La  Coop è la prima catena della grande distribuzione “Palm Free” in tutta Europa. Completato l’iter di sostituzione avviato a maggio scorso. Sono oltre 200 i prodotti alimentari a marchio Coop senza olio di palma; biscotti, gelati, merendine, omogeneizzati etc “Non intendiamo fare demonizzazione gratuita, ma abbiamo applicato il principio di precauzione a tutela dei nostri soci e consumatori, per noi è un impegno importante su cui abbiamo investito importanti risorse necessarie per procedere alla sostituzione e alla riformulazione nutrizionale dei prodotti”.

Sulla questione salutistica da Ferrero rispondono: “I processi di lavorazione sono attenti e prevedono modalità e trattamenti termici delicati, in grado di contenere al minimo la formazione di contaminanti. Nutella è un prodotto assolutamente sicuro e già compatibile con le nuove soglie stabilite dalle raccomandazioni Efsa che abbiamo accolto con favore: la salute e la sicurezza sono sempre state la nostra priorità“.

“Non intendiamo fare demonizzazione gratuita, non è nel nostro stile –spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia, commentando la scelta fatta – abbiamo applicato il principio di precauzione che caratterizza le azioni di Coop a tutela dei nostri soci e consumatori. Per noi la sostituzione non è stata banale, bensì un processo complesso su cui abbiamo investito importanti risorse necessarie per procedere alla riformulazione nutrizionale dei prodotti. Un discorso a parte meritano anche i benefici in termini ambientali generati dalla nostra scelta”.

Se molte aziende hanno intrapreso azioni per un corretto e consapevole approvvigionamento di olio di palma, altrettante non sono riuscite a mantenere le promesse fatte ai propri clienti o ancora non hanno fatto nulla per contribuire a ridurre la deforestazione e gli altri impatti negativi in quegli habitat tropicali, tra i più vulnerabili del pianeta, dove viene prodotto l’olio vegetale più popolare del mondo.

Olio di palma sostenibile, le pagelle del WWF. L’edizione 2016 del WWF Palm Oil Buyers Scorecard, le “pagelle” sull’utilizzo di olio di palma certificato sostenibile, analizza i 137 principali rivenditori, produttori di beni di consumo e aziende di fornitura di olio di palma, provenienti dagli Stati Uniti, Canada, Europa, Australia, Giappone e India. Le aziende analizzate includono, tra gli altri, marchi iconici come Carrefour, L’Oreal, McDonald, Nestle’, Tesco, Walmart.

“Il WWF pubblica questa nuova versione 2016 delle scorecard per valutare ciò che le aziende hanno effettivamente realizzato, al di là del dichiarato” ha detto Adam Harrison, responsabile WWF per il Palm Oil “Sebbene molte aziende abbiano ottenuto risultati importanti nell’approvvigionamento responsabile di olio di palma, troppe sono venute meno ai propri impegni. Più numerose ancora sono le imprese che non hanno proprio affrontato il problema, il che è inaccettabile in considerazione della facilità di reperimento di olio di palma certificato sostenibile”. Oltre la metà delle aziende si era impegnata con il WWF e con i propri clienti ad utilizzare entro il 2015 il 100% di olio di palma certificato. Se la maggior parte ha raggiunto l’obiettivo, ancora 21 imprese sorprendentemente non hanno conseguito il risultato promesso.

Nei parametri delle scorecard è inserita, infatti, anche la valutazione degli obiettivi futuri, e dei loro tempi di realizzazione, che riguardano non solo l’acquisto di 100% olio di palma certificato sostenibile ma anche “segregato” (ossia separato dall’olio di palma non sostenibile e con una tracciabilità del percorso dalle piantagioni certificate sostenibili alle linee di produzione). Rispetto a questo ulteriore parametro, la valutazione dei progressi aziendali è molto più irregolare. Nel 2015, solo tre aziende hanno utilizzato il 100% olio di palma certificato sostenibile e segregato – Ferrero, Danone e Arnott – ma di queste solo Ferrero utilizza grandi volumi. Il WWF si congratula con queste imprese per il loro impegno e per aver concretamente intrapreso la strada che porta ad una reale sostenibilità del settore – che prevede che l’olio di palma certificato sia la norma mentre l’olio di palma non certificato diventi semplicemente inammissibile.

Le scorecard 2016, giunte dal 2009 alla loro quarta pubblicazione, hanno valutato 94 aziende che erano già inserite nell’edizione 2013. Di queste, 75 sono progredite, 11 non hanno mostrato miglioramenti e 8 sono regredite. Se per la maggior parte delle aziende il percorso verso la sostenibilità si connota come positivo, il WWF auspica che tutte le aziende lo intraprendano e diventino responsabili nei confronti nell’approvvigionamento dell’olio di palma. Per ulteriori approfondimenti, la valutazione complessiva e le tabelle con i risultati di ciascuna azienda sono disponibili sul sito delle Scorecard.

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