Fumo, scoperte mutazioni genetiche dei tumori causate dalle sigarette

L’insorgenza del tumore è imputabile alle mutazioni che intervengono nei geni in modo permanente.  Questa la conclusione di una ricerca pubblicata sulla rivista Science. Le mutazioni accertate possono essere centinaia, secondo gli scienziati che hanno condotto lo studio. Nei fumatori  di 20 sigarette al giorno, i fatti, sono state registrate mutazioni che potrebbero essere 150 in ogni cellula dei polmoni all’anno. Queste mutazioni, inoltre, sarebbero permanenti, anche se il soggetto  smette di fumare.

Lo studio è stato condotto da un gruppo internazionale di scienziati provenienti, tra gli altri, dai centri di ricerca della Wellcome Trust Sanger Institute di Cambridge e del Los Alamos National Laboratory, del New Mexico, che hanno esaminato oltre 5000 sequenze genetiche di tumori di fumatori e non fumatori. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, dimostra che le mutazioni genetiche legate al fumo sono più complesse del previsto, perchè agiscono attraverso molteplici meccanismi. Il fumo danneggia il Dna negli organi esposti direttamente, e accelera l’orologio delle mutazioni cellulari negli organi esposti, direttamente o indirettamente.

Già altri studi lo avevano collegato al rischio di sviluppare 17 tipi di tumore, anche quelli di tessuti non esposti direttamente al fumo. Tuttavia, il meccanismo con cui il fumo di tabacco provoca il cancro era rimasto finora poco chiaro. In questo studio si è dimostrato che aumenta il rischio di tumore provocando mutazioni che danneggiano direttamente il Dna e accelerano l’orologio cellulare interno. I ricercatori hanno trovato più di 20 mutazioni, ma solo cinque sono risultate elevate nei tumori dei fumatori. Altri tipi di cancro hanno solo una delle mutazioni presenti in quantità elevate nei fumatori, mentre altri ne hanno di più.

Tumore al polmone e fumo: fattori di rischio

Partendo dal presupposto che qualsiasi fumatore (accanito o meno) è esposto al rischio d’insorgenza di cancro al polmone, si può affermare che i rischi di sviluppare questa patologia aumentano in funzione di:

  • Quantità di sigarette fumate. Infatti, esiste una proporzionalità diretta fra il numero di sigarette fumate e il rischio d’insorgenza di cancro ai polmoni. In altre parole, più sigarette vengono fumate, maggiore è la probabilità di sviluppare il tumore.
  • Età in cui inizia la dipendenza dal fumo. Anche in questo caso esiste una diretta proporzionalità fra l’età a cui si comincia a fumare e la probabilità di sviluppare il tumore: più si è giovani, maggiori sono i rischi.
  • Assenza di filtro nelle sigarette. Il filtro può in un qualche modo limitare l’assunzione di sostanze dannose, anche se non le blocca del tutto. Fumare sigarette senza filtro, perciò, aumenta la quantità di sostanze tossiche inalate.
  • Durata della dipendenza dal fumo. Tanto maggiore è il periodo in cui si fuma, tanto maggiore è la probabilità di sviluppare il cancro ai polmoni.

È stato calcolato che nelle persone che smettono di fumare il rischio di sviluppare il tumore ai polmoni diminuisce in maniera graduale nel corso di 10-15 anni. Trascorso questo periodo, gli ex-fumatori corrono un rischio di sviluppare il cancro ai polmoni pari al rischio corso dalle persone che non hanno mai fumato. Tuttavia, è importante sottolineare il fatto che anche il fumo passivo aumenta il rischio di sviluppo di patologie polmonari di tipo neoplastico.

Condividi questo articolo: 


AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie