Google contro l’Ue: abuso di posizione dominante? “accuse infondate”

Google presenta una memoria difensiva all’Unione europea per rigettare le accuse di abuso di posizione dominante. Secondo Mountain View le accuse sono infondate e non tengono conto dei cambiamenti del mercato e di come i siti di comparazione dei prezzi, da cui sono partite le denunce, raggiungano gli utenti in modalità differente e non solo tramite motori di ricerca.

A Mountain View le idee sono chiare, le accuse dell’UE sono infondate perché si basano su presupposti che non sono reali. Le perdite dei siti di confronto dei prezzi dai motori di ricerca vanno valutati in base al modo in cui, oggi, si effettuano gli acquisti on-line: “tramite motori di ricerca generalisti, servizi di ricerca specializzati, merchant platform, social media e attraverso annunci pubblicitari serviti da diverse aziende“, scrive sul suo blog Kent Walker, vice presidente di Google e General Counsel, colui che ha consegnato la memoria a Bruxelles.

Dunque, secondo Google il fatto contestatogli dall’UE non sussiste. Dal canto suo l’UE valuterà la risposta di Google e poi deciderà come comportarsi, in ballo potrebbe esserci una multa da 7 miliardi di euro pari al 10 per cento del fatturato del colosso delle telecomunicazioni. Le contestazioni che arrivano dall’Europa non riguardano solo lo shopping on-line, ma anche la piattaforma pubblicitaria Adsense e il sistema operativo Android.

Sempre secondo Walker sono tutti casi che non sarebbero dovuti nemmeno nascere in quanto, anche se “hanno a che fare con segnalazioni e questioni di merito diverse tra loro, ma in maniera del tutto simile tengono in considerazione i reclami di pochi per giustificare rivendicazioni legali con ampie ricadute“.

Secondo la Commissione europea Google abusa della propria posizione dominante perché favorisce il suo servizio di comparazione dei prezzi nelle pagine dei risultati di ricerca a scapito di siti, che comparano i prezzi, facendoli comparire in basso. Inoltre Google è sotto valutazione ancora per abuso della propria posizione dominante perché limiterebbe, per i siti web terzi, di presentare le pubblicità dei concorrenti della stessa Google.

La Commissione UE accusa il gigante californiano di posizione dominante anche con il suo sistema operativo, Android. Sempre secondo la Commissione, che ha aperto un’indagine che ha portato alla formalizzazione delle accuse, Google impone restrizioni ai produttori di smartphone e tablet Android e agli operatori di telefonia mobile, perché questi pre-installino le sue app.

Condividi questo articolo: 


AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie