Oms è allarme, ecco come si diffonde la resistenza agli antibiotici, Italia fra i primi Paesi per consumo

Continua a crescere il ricorso agli antibiotici, l’Italia fra i primi Paesi per consumo. In Italia, in 10 anni, i batteri resistenti ai medicinali creati appositamente per combatterli sono passati dal 16% al 34% e la causa sarebbe l’assunzione sconsiderata di antibiotici, ingeriti quando non è necessario o in modalità scorrette. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che lancia l’allarme parlando di batteri invincibili.

In Europa, il 18 novembre si svolge la Giornata europea degli antibiotici organizzata dallo European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) per sensibilizzare sulla minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici, nonché sull’uso prudente degli antibiotici stessi. A livello globale l’iniziativa si svolge nell’arco di un’intera settimana, dal 14 al 20 novembre e prende il nome di World Antibiotic Awareness Week. La campagna mondiale è organizzata congiuntamente da Oms, Fao e Organizzazione mondiale della sanità animale (Oie) e lo slogan “Antibiotics: Handle With Care” (Antibiotici: maneggiare con cura!) riflette il messaggio che gli antibiotici sono una risorsa preziosa da utilizzare per il trattamento delle infezioni batteriche solo quando prescritti da un medico o, nel caso di salute animale, da un veterinario.

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), è preccupata per il futuro dell’italia, perchè se si continua così in un altro decennio i morti causati dai superbatteri passeranno dai 700mila di adesso a quasi 10 milioni l’anno. Secondo il report, la colpa sarebbe anche dell’industria farmaceutica, in quanto non investe più nella ricerca di antibiotici. L’ultima nuova classe innovativa è stata, infatti, scoperta nel 1987. O meglio, dal 2000 sono state introdotte cinque nuove classi di antibiotici, ma nessuna di queste combatteva i batteri gram-negativi, ossia quelli più pericolosi, perchè mortali.

Il mercato, inoltre, non contribuisce a stimolare la ricerca in questo campo, considerando che la redditività di questi medicinali è decisamente inferiore rispetto ad altre categorie, come possono essere invece gli anti-tumorali. Nonostante la mancata ricerca in nuovi e più efficaci antibiotici, il problema più grande resta l’uso sconsiderato di questi farmaci. Nei Paesi Ocse il consumo medio di antibiotici, come riporta sempre La Stampa, è di 20,5 dosi ogni mille abitanti. In generale, il trend è in crescita, ma in Italia di più: da noi arrivano in media a 27,8%. E’ uno dei Paesi peggiori nella classifica, preceduto solo da Turchia, Grecia, Corea, Francia e Belgio.

Gli antibiotici, però, vengono ingeriti anche a tavola con carne e pesce: questi farmaci sono, infatti, utilizzati considerevolmente anche negli allevamenti. In questo ambito, siamo penultimi nella classifica mondiale, dietro alla Spagna. Nella graduatoria generale dell’antibiotico-resistenza l’Italia è, dunque, posizionata piuttosto male: terzultima, preceduta da Turchia e Grecia. L’attacco dei superbatteri, a cui siamo esposti a causa dei dati esposti precedentemente, ha anche un costo: secondo l’Oms, per curare un paziente colpito da germi resistenti ci vogliono dai 10 ai 40 mila dollari. Intanto, l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha inserito nella lista dei medicinali mutuabili un nuovo antibiotico contro i batteri invincibili, composto da due molecole efficaci contro i gram-negativi. Qualche passo avanti, nonostante la lentezza delle ricerche.

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