PMI e reti d’impresa per l’artigianato digitale, la chiave per lo sviluppo economico del paese

Innovazione, creatività e ricerca: sono i tre elementi fondamentali per l’economia di un paese. Un fatto che non fa eccezione neanche in Italia e che sempre più spesso passa direttamente dalle idee e dall’imprenditorialità delle piccole e medie imprese dello Stivale. Le PMI, stando a quanto dichiarato da Confindustria durante l’annuale Pmi Day, rappresentano la spina dorsale della nostra economia e si fondano sull’iniziativa dei giovani, che rappresentano gli imprenditori del domani. Il motivo? Sono loro a farsi portatori e promotori di nuovi progetti in grado di valorizzare il territorio e, di conseguenza, di potenziare il profitto delle aziende tricolori che offrono prodotti o servizi su scala globale.

PMI e reti d’impresa: quando la collaborazione paga

Una singola PMI non basta, da sola, per sfruttare al massimo il potenziale latente di un mercato: ed è proprio in vista di uno sviluppo che sia costante e remunerativo per la nostra economia, che oggi diventa una necessità fare rete. Ma cosa sono le reti d’impresa? Nello specifico, si tratta di una vera e propria forma collaborativa fra piccole e medie aziende, che permette alle imprese di condividere le idee e le risorse, appoggiandosi a vicenda e mettendo in campo la professionalità dei propri partecipanti in organico. I vantaggi sono piuttosto ovvi: un’azienda carente nel settore marketing, può ad esempio partecipare ad una rete d’impresa che includa al suo interno un’azienda specializzata in questo settore.

Reti d’impresa: le diverse forme di contratto

Non tutte le reti d’impresa sono uguali. Quando due o più aziende scelgono di creare una rete collaborativa, possono infatti seguire due strade: la rete a contratto vera e propria, e la rete a soggetto. Nel primo caso la rete d’impresa viene creata delineandone le caratteristiche con la redazione di un contratto o di una scrittura privata, ma comunque di valenza giuridica: in questo caso, le aziende partecipanti non perdono la loro identità tributaria. Nella seconda forma di contratto, invece, si viene a costituire un nuovo soggetto giuridico e, di conseguenza, lo si dovrà iscrivere al registro d’imprese.

Fare rete: la necessità di effettuare controlli

Quando due o più PMI decidono di legarsi con un contratto di rete d’impresa, bisogna sempre verificare la validità dei collaboratori che presto entreranno all’interno di essa. Come fare? Da questo punto di vista, il web fornisce una grossa mano d’aiuto: esistono infatti delle agenzie di rating che effettuano per conto vostro la verifica della Partita Iva delle aziende interessate a fare rete con voi, insieme ad un’analisi dettagliata su tutti gli aspetti più importanti dell’impresa stessa.

MiSE e artigianato digitale: i bandi

Creare una rete d’impresa permette alle aziende di poter partecipare a bandi davvero interessanti, come ad esempio quello avviato quest’anno dal MiSE, riguardante nello specifico le reti d’impresa per l’artigianato digitale. Ovvero quelle PMI che, sfruttando le nuove tecnologie, realizzano strumenti per l’artigianato ed il bricolage di nuova generazione: un esempio? La recente tecnologia della stampa 3D utilizzabile in innumerevoli settori industriali e artigianali.

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